Tra terra e cielo, undicesima parte

undicesima parte:
Caro Betel,

oggi ho fatto settanta volte sette capriole tra le nuvole, ho riempito di luce tutti gli angoli bui che ho visto sulla terra, ho cantato e danzato meglio del solito insieme a tutte le schiere angeliche, insomma ho fatto festa perché finalmente è finita l’attesa ed è incominciata quella storia nuova che noi stavamo aspettando.
Che cosa è successo?
Niente di spettacolare, tant’è vero che persino lei non si è accorta di niente (ma non è che sia un po’dura di cuore e lenta a capire?) eppure i nostri due dovranno ricordarselo, questo giorno, per tutta la vita e lo racconteranno ai loro figli e ai figli dei loro figli.
Dunque: si sono incontrati.
Ma già altre volte si erano visti di sfuggita all’Università, dove lei è una matricola fetente, come vengono chiamati gentilmente quelli del primo anno, e lui è l’anziano padrone del campo.
Questa volta però ero veramente stanco di aspettare e ho deciso di intervenire.
Loro erano di ritorno da una assemblea, in un gruppo dove si discuteva animatamente di banalissimi problemi di burocrazia universitaria e di sessioni d’esame.
Lei non parlava, come il solito, (mi sai dire perché sta sempre zitta?) lui invece parlava abbondantemente e calorosamente, forse troppo, perché lei a un certo punto si è sentita in dovere di intervenire con poche parole per puntualizzare e ridimensionare il problema.
“O adesso o mai più” mi sono detto, allora sono entrato in azione.
Gli altri non mi hanno visto né sentito, naturalmente, ma io ho incominciato a battere le ali intorno a lui, a sollevarlo un po’ da terra, a fargli improvvisamente il vuoto intorno e non mi sono trattenuto dal sussurrargli all’orecchio: “E’ lei, è lei!!!”
Ho sbagliato?
Non volevo decidere al suo posto, e temevo quasi di aver esagerato, ma io stesso poi sono rimasto colpito dalla sua reazione.
Sai che è un ragazzo tutto d’un pezzo, semplice e chiaro; lui mi ha sentito, ma non si è spaventato.
Racconterà poi che quella voce gli è nata dentro, come un’ispirazione celeste (e in fondo è vero) e che da quel momento ha saputo di aver trovato quello che cercava.
Povero ragazzo!
Si è preso un colpo, così, all’improvviso!
E’ tornato a casa e si è steso sul letto, come fosse malato.
Possibile che gli uomini siano così delicati?
Che cosa farebbero allora se vedessero i prodigi che vediamo sempre noi in cielo?
E’ vero che per loro scoprirsi in coppia è uno dei fatti più prodigiosi, e, quando è vissuto profondamente, è destinato a sconvolgerli.
E’ il momento di una nuova creazione e solo una persona molto stupida non si emozionerebbe, come sai lui non lo è.
Insomma, io sono contento.
Ho fatto quello che mi sembrava giusto fare, però sono rimasto stupito dell’effetto ottenuto.
Ora che cosa devo fare?
Si può essere euforici e preoccupati nello stesso tempo?
A presto.
Tuo Alef

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Caro Alef,
vedo che ti consideri responsabile di ciò che è accaduto, te ne compiaci  e insieme te ne preoccupi, ma la tua versione dei fatti non è completa, mio caro.
Credi che lui ti avrebbe sentito se le tue parole non fossero risuonate dentro di lui e non le avesse riconosciute come proprie?
Non credi che tutta la sua storia precedente, le sue attese, le sue preghiere, la sua ricerca sincera della verità e della bellezza, la sua filosofia e la sua religione, insomma, non siano state loro ad arricchirgli l’animo tanto da farlo aprire alla grazia di quel momento?
Perché si tratta proprio di una grazia che lo Spirito gli ha concesso, scendendo su di lui come in un battesimo rinnovato.
E non c’è da stupirsi se l’effetto è stato così forte: è in linea con il suo carattere e con il suo pensiero.
Ora però mi sento di prendere la distanze da quello che racconti di lei.
Lei non si è accorta di niente?
E chi lo dice?
Forse perché non ha dimostrato nessuna reazione?
E io ti assicuro invece che si è accorta benissimo di qualche cosa di grande che l’ha sfiorata, solo che non ha abbandonato le sue difese.
Non è il tipo da arrendersi di colpo al sentimento.
Lei, quella sera, ripensando all’incontro, ha un po’ modificato il giudizio superficiale che aveva di lui e si è detta semplicemente: quel ragazzo è intelligente!
Questa è la prima breccia nel muro delle sue difese, che la farà aprire ad un rapporto con lui, un rapporto di amicizia, naturalmente, che altrimenti sarebbe in contrasto con la sua “vocazione”, ma ti assicuro che la breccia è profonda.
Già! Con l’intelligenza si gioca in un campo asettico, secondo lei, dove ciò che conta sono le idee, ma non sa che in esse si rivela l’animo dell’uomo in ciò che ha di più affascinante e quindi di più pericoloso per i suoi propositi celibatari.
Ma, per ora, lasciamola tranquilla.
Non farò interventi simili ai tuoi, non la spingerò a consapevolezze immediate, non voglio spaventarla, mi va bene così.
Al focoso riconoscimento di Adamo non si dice che Eva abbia risposto, ma certamente non è fuggita, anzi si è resa ben presto sua complice, peccato che si sia messa a ragionare con il serpente!
Va tutto bene.  A risentirci
Tuo Betel


continua….

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