Tra terra e cielo, settima parte

settima parte:

Caro Alef,
eccomi qui a raccontarti un po’, come promesso, della mia bambina.
Intanto non è più tanto bambina e, per la sua età, direi che è abbastanza matura intellettualmente, ma anche molto vulnerabile.
Se il tuo protetto è un tipo “primario” o primitivo, la mia certamente è un tipo “secondario” e cerebrale.
Le impressioni, positive o negative, si stampano in lei in modo così profondo da farla soffrire e rimangono vive a lungo nel tempo, protette dal silenzio.
Io non vorrei che prendesse le cose tanto sul serio, non avendo ancora una vera capacità di giudizio rischia di prendere dei grossi abbagli e di farsene pesantemente condizionare, ma è difficile distrarla perché ha un gran bisogno di trovare soluzioni “logiche” ai suoi problemi.
Eccoti un esempio: ha avuto da poco il suo primo, vero impatto con la morte.
Le si è presentata improvvisamente, attraverso la disperazione di coloro che la circondavano.
Non si trattava nemmeno di un parente, ma di un vicino di casa, ed era stato un suicidio, cosa ancor più difficile da capire.
La drammaticità del fatto, accompagnata da grandi manifestazioni di lutto, come i pesanti drappi neri con cui era stata parata la casa, l’ha impressionata e ferita, perchè ne ha sentito tutta l’irrazionalità di fondo, insieme alla tragica irreversibilità della situazione.
Che il reale non sia razionale le è balzato improvvisamente davanti agli occhi con una evidenza che turbava la sua precedente visione del mondo, basata, tutto sommato, su una logica, rassicurante, ragionevolezza.
Non potevo cancellare questa sua intuizione, che la faceva disperare, perché era più grande di lei, così ho dovuto lasciare che si aprisse alla metafisica, con tutti i suoi pericoli.
Non conosce certo Platone (quando lo leggerà sono sicuro che le piacerà), ma già ora si è mossa sulla sua traccia.
E sai come?
Ha deciso che “lei” non morirà, perché sarebbe insopportabilmente illogico, senza senso, nascere per morire, e, per trovare il modo di uscire da questa contraddizione, ha dovuto incominciare con un filosofico “distinguo”.
Così ha scoperto l’anima, il suo vero io, quello che la distingue da tutto il resto del mondo, anche dal suo corpo, che potrà pure morire, ma non è il suo vero io.
Ha semplicemente distinto la sua anima dal suo corpo e si è rifugiata in quella parte che istintivamente sentiva come immortale,cioè nell’anima, prendendo le distanze dal suo corpo.
E’ un procedimento semplicistico, ma, per una bambina, formidabile.
Senti come ha fatto:
Ha dei bei capelli lunghi a cui tiene molto, la madre glieli pettina con cura, ogni tanto, però li accorcia e lei vede i suoi capelli, tagliati, finire nella spazzatura, dove nessuno se ne occupa più, perché lei non è i suoi capelli.
Allora ha provato a procedere oltre e a chiedersi: “ e se mi tagliassero una gamba?  Io sarei sempre io e non mi preoccuperei della fine che può fare la mia gamba tagliata. E se fossero tutte e due? E se fossero le due braccia?”
Qui si è fermata perché non le sembrava il caso di passare alle parti più vitali.
Ma il concetto era quello.
Io resterò io anche quando il mio corpo sarà distrutto.
Non è un pensiero da poco e non c’è arrivata subito.
C’è stato un lungo travaglio, vissuto da sola, per una specie di pudore che non le permetteva di chiedere ad altri la soluzione del suo problema, ma, in realtà, io non l’ho mai lasciata sola, perché sono il suo custode e non potevo lasciarla ad annaspare nel buio.
L’ho aiutata con quelle parole di verità che la Chiesa presenta continuamente ai suoi figli, ma che passano tanto spesso inosservate, come: “Non temete chi può uccidere il corpo, ma non l’anima…Io sono la vita… Chi mangia la mia carne vivrà in eterno…”  Insomma le ho fatto conoscere il vangelo e da quello non si staccherà più.
Così la religione nella mia protetta è penetrata tanto profondamente che è diventata veramente la sua ragione di vita.
Non vorrei spaventarti, ma la conseguenza logica di questo atteggiamento interiore dovrebbe portarla a fare delle scelte molto precise.
Insomma, se il tuo ragazzo è ora in convento, come mi risulta, la mia lo sta sognando come il solo luogo adatto alla sua anima.
Sembra che la situazione così si complichi, ma c’è il sorriso di Dio dietro questa loro ricerca, e il suo splendido progetto, che noi aiuteremo a realizzare.
Stiamo pronti e vigilanti.
Tuo Betel


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Caro Betel,
non credevo che le faccende fossero così complesse, ma va bene così.
Il mio ragazzo però è molto inquieto.
Sto facendo del mio meglio per fargli gustare le gioie spirituali che il suo stato gli offre, ma veramente non mi convince, mi piaceva di più prima.
Osservo tutto e ti racconterò, come sempre fiducioso nel tuo aiuto.
Tuo Alef


continua….

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