Tra terra e cielo, seconda parte

seconda parte:

Caro Betel,
come tu sai il tempo per noi passa velocemente, o meglio, non passa affatto, siamo noi che dalla nostra dimensione di eternità passiamo liberamente, andiamo e veniamo, come nella scala di Giacobbe, in quella situazione temporale che è propria degli uomini e rappresenta il teatro sul quale si svolgono tutte le scene della loro vita.
Dunque io sono arrivato al momento dell’ingresso del mio protetto nel mondo del sapere.
Sì, mi sento un po’commuovere a dirlo, ma l’ho accompagnato con una certa trepidazione nel suo primo giorno di scuola.
Non puoi immaginare come siano teneri, belli, ordinati i bambini il loro primo giorno di scuola.
Poi mi sembra che cambino un po’, ma quel giorno ti assicuro che sono eccezionali: tirati a lucido, per mano alle loro mamme, con tutti gli accessori nuovi, si presentano come degli angeli (?!)
Ebbene, il mio non credo fosse proprio vestito di nuovo, in genere metteva gli abiti smessi dei suoi fratelli, ma era molto ordinato e per bene.
I capelli rasati a zero gli rendevano ancor più chiara la testa, dandogli un aspetto di indifesa semplicità.
Ma non era poi così indifeso.
L’ho visto subito mettersi a sedere allegramente con i piedi appoggiati sul banco.
La maestra, una vecchia, cara, severa signorina di antico stampo, sembrava disarmata di fronte a lui e lasciava fare.
Non saprei come spiegarlo, ma questo bambino ha una impertinenza così semplice e spontanea che ti sconcerta.
Come in un lampo l’ho visto cresciuto, nel suo studio, starsene beatamente in poltrona, con i piedi sulla sua importante scrivania, mentre la moglie lo lasciava fare.
Sono convinto che ci siano rapporti particolarmente favorevoli tra uomini esuberanti, come lui, e donne serie e accondiscendenti nei loro riguardi.
C’è una inspiegabile attrattiva, una diversità di comportamenti, che rende vivace e simpaticamente mossa la situazione.
A proposito, non vi siete ancora mossi per provvedere all’evento?
Mi sentirei più sicuro per il mio protetto se potessi vedere anche lei.
Credo che sarò molto critico e molto esigente nei suoi confronti, ma la potremmo aiutare mettendo insieme le nostre angeliche teste.
Fammi sapere.
Tuo Alef

A questo punto lo scambio di lettere si interrompe e per un certo periodo rimane sospeso.
Non è certamente sospeso il lavoro degli angeli, ma rimane silenzioso e come sommerso per riaffiorare nel tempo opportuno, sospinto dalla tenerezza di Dio.

Caro Alef,
ci siamo.  Il momento è arrivato.
Ora tocca anche a me mettermi all’opera per fare un lavoro simile al tuo, questa volta però con una creatura di sesso femminile.
Non è che le cose cambino molto in sostanza, è la forma, il colore, il tono diverso, che distinguono le esperienze di vita maschili e femminili, però hai ragione: il fatto che io sia un serafino, quindi uno specialista nell’amore di Dio, mi qualifica molto bene per essere l’angelo custode di una donna, che a ciò è particolarmente predisposta.
Dunque, lei è nata.
E’ venuta al mondo un po’ prima del previsto, tutto è andato bene, però è piccola, grinzosa come un gattino appena nato.
Non strilla neanche tanto forte.
Spero che l’abbiano programmata bene, se l’hanno pensata vicino al tuo protetto, che mi sembra di tutt’altra pasta.
Vedremo, per ora la proteggo io e ci puoi scommettere che mi impegnerò a fondo, perché penso che ne avrà molto bisogno.
Mi chiedo sempre come fanno gli uomini, che nascono come animaletti indifesi, a diventare poi così importanti da manipolare il mondo e dare tanti grattacapi al loro Padre che sta nei cieli.
Dove troveranno la forza per crescere fino alla perfezione della loro età adulta e aprirsi a quella dimensione di eternità che è la nostra e che aspetta anche loro?
E’ chiaro che la mia è una domanda retorica: noi tutti sappiamo dove e Chi è la loro forza!
Per ora lei sembra molto determinata a crescere, lo vedo dalla costanza nel succhiare il suo latte e dalla passione che ci mette, forse perché è così piccola e ne ha  bisogno per sopravvivere.
Io la seguo con cura, sto attento che non si soffochi quando deglutisce, e che i rumori improvvisi non la facciano sobbalzare troppo, e intanto la osservo, ma non sono ancora in grado di fare previsioni sul suo carattere.
Credo che vada meglio per te, ormai lui sarà abbastanza definito e definibile, ma io sono ancora agli inizi.
Augurami buon lavoro.
Tuo Betel

Caro Alef,
non ho più sentito notizie da te. Presumo quindi che tutto proceda per il meglio e senza problemi.
Anche per me niente di particolare: la bambina cresce bene e si fa strada nel suo ambiente familiare che la sostiene con una carica preziosa di affettuosa attenzione.
C’è però una novità, che interessa anche te: è stato deciso di mandare a vivere i nostri protetti nella stessa città, nello stesso quartiere, nella stessa parrocchia.
Questo non significa che si debbano incontrare per ora, ma la situazione di per sé è stata considerata molto positiva e utile a tutti gli effetti.
Mettendo insieme le circostanze (quelle che gli uomini chiamano caso) dovremo fare in modo che le due famiglie si trasferiscano, come ti ho detto, sullo stesso territorio e vi si stanzino stabilmente.
Tu dirai: “Ma se, per ora, non sono destinati a incontrarsi che utilità ne possono ricavare?”
Molta, se ne accorgeranno al momento opportuno.
Capiranno allora i due ragazzi che dono grande hanno ricevuto senza saperlo, quando scopriranno di aver vissuto i momenti significativi della loro vita immersi nello stesso ambiente naturale e sociale, sotto lo stesso cielo.
Avranno avuto, ad esempio, la stessa maestra, quella stessa signorina permissiva con lui, sarà la severa insegnante per la timidissima lei., quelle strade, che percorreranno poi insieme, saranno riconosciute come testimoni della loro precedente storia  e restituiranno le emozioni vissute rendendone più facile la comunicazione.
Sono convinto che questo tesserà intorno a loro una bella trama di ricordi e di esperienze condivise che li unirà saldamente e felicemente.
Sarà come se si conoscessero da sempre.
Le cose intorno a loro avranno formato la loro storia comune, senza che essi se ne siano resi conto.
Mi sembra un bellissimo gioco e il fatto divertente è proprio che i nostri due, camminando per anni per le stesse strade, respirando la stessa aria, incontrando le stesse persone, non ne avranno consapevolezza se non al momento del loro incontro, e sarà una gioia in più, quasi un segno di predestinazione.
Aspetto il tuo parere e la tua collaborazione.
Tuo Betel

Caro Betel,
a dire il vero il progetto di cui mi hai parlato mi lascia piuttosto perplesso.
Non ti sembra un divertimento un po’ crudele fare in modo che due persone destinate a diventare una cosa sola si ignorino per tanto tempo, pur avendo tante occasioni per conoscersi?
Tuo Alef

continua….

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