Spunti di riflessione

Nel vivere abituale facciamo ripetutamente i conti con alcuni luoghi comune, del tipo: “chi si somiglia si piglia” oppure “gli opposti si attraggono”, ma dov’è la verità? Senza interposizione verrebbe da rispondere con un’altra frase, anch’essa alquanto risaputa: “la verità sta nel mezzo”. Paul  Bourget, con grande acume, mostra una realtà palpabile che si sperimenta nella gran parte delle relazioni e cioè che: “occorre somigliarsi un po’ per comprendersi, ma occorre essere un po’ differenti per amarsi”.

Stare insieme a un “alter ego” che asseconda, in ogni parola, il nostro modo di pensare, le nostre attività, all’inizio può essere piacevole, ma a lungo andare, il rapporto diventa monotono e tedioso, per nulla stimolante.

Nondimeno condividere con la persona amata le proprie passioni, i propri interessi, i propri sogni è quanto di più bello possa sussistere; realizzare insieme ciò che è apprezzabile per se stessi procaccia una gioia ancora più stupefacente.

In base a un’accorta analisi psicologica si deduce che «quando ciascuno dei due giura di essere diversissimo dall’altro, si basa sugli aspetti esteriori, su comportamenti, su opinioni diverse, su modalità diverse di affrontare la vita. Se invece noi guardassimo dall’inconscio troveremmo che i due partner si assomigliano, e molto, per le esperienze infantili, per il modo in cui sono stati amati dai genitori, per maturità di “pancia”. E’ poi impressionante appurare come i numeri spesso si ripetono nel passato di ambedue. Una coppia…lui a sette anni è andato in collegio; lei a sette anni ha avuto un ricovero in ospedale; si presentano in consultorio quando la figlia ha sette anni. Un esempio ancora: lei inizia ad avere crisi d’ansia quando la figlia ha due anni e faccio notare che è la stessa età di quando lei è stata portata d’urgenza in ospedale; lui inizia a soffrire di depressione quando il figlio ha quattro anni la stessa età che aveva lui quando la mamma si è ammalata gravemente. I figli arrivano all’età in cui c’è stato un blocco emotivo per noi e ci riportano a galla le nostre sofferenze, come terapia per noi, affinché le possiamo superare. E’ indispensabile per una coppia mettere a fuoco tutte le somiglianze: si eviterebbero molti litigi sulle diversità di atteggiamenti nella vita quotidiana, per sorridere bonariamente vedendo nell’altro, in modo anche opposto, la stessa dinamica infantile che viene riportata alla luce».27

In amore non va mai dato niente per scontato. E’ questo uno dei segreti di un buon rapporto sentimentale.

L’amore, poi, è attenzione per l’altro. «E’ premura soprattutto nell’amore della madre per il bambino. Noi non avremo nessuna prova di questo amore se la vedessimo trascurare il suo piccolo, se lei tralasciasse di nutrirlo, lavarlo, curarlo; e restiamo colpiti dal suo amore se la vediamo assistere il suo bambino. Non c’è differenza anche nell’amore per gli animali o per i fiori. Se una donna ci dicesse di amare i fiori, e noi la vedessimo dimenticare di innaffiarli, non crederemmo nel suo “amore” per i fiori. “Amore è interesse attivo per la vita e la crescita di ciò che amiamo”. Là dove manca questo interesse, non esiste amore».28

Amare è occuparsi dell’altro, sempre, non dipende dai miei stati d’animo; se oggi ho voglia ti chiamo, mi interesso a te; se non ne ho voglia, per me non esisti. Inequivocabilmente può capitare che in dati momenti si ha voglia di stare soli, ma questa non può divenire la regola. Non si tratta di regalare attenzioni speciali, ma determinati gesti che se si ama qualcuno divengono spontanei, non ce ne accorgiamo nemmeno.

Il sentimento dell’amore può essere paragonato a uno splendido giardino, la cui cura è affidata alla custodia di entrambi. Ogni giorno insieme devono prendersene cura, piantare con sorrisi di gratitudine, irrigare con gesti di tenerezza, ridurre l’egoismo predominante per bonificare il terreno della quotidianità, perché tutto concorra allo sviluppo della loro piena armonia coniugale.

 

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