Sia fatta la luce

Quella volta non erano partiti con un argomento particolare di discussione, volevano solo, dopo una buona giornata di studio, dilatare cuore e polmoni con una lunga camminata nel verde prossimo alla città, approfittando dei primi tepori della stagione.

Non c’era neppure bisogno di parlare, ma se un pensiero veniva a galla a rompere il silenzio allora aveva tutto il tempo e l’ambiente adatto per distendersi e articolarsi, a volte pigramente, come un soliloquio tranquillo, a volte con vivacità e premura, per timore che andasse perso, sempre in una atmosfera privilegiata di ascolto.

“Ho letto un libro” disse lei all’improvviso “che mi ha fatto arrabbiare!

Quando leggo certe cose mi spiace non poter controbattere quello che dice l’autore, in questo caso l’autrice.

Non si può trattare in modo così superficiale argomenti tanto importanti e farci anche dell’ironia a buon mercato!”

“Sentiamo” disse lui “che cosa ti ha dato così fastidio?”

“Mi ha dato fastidio che si criticasse, in nome di un femminismo di maniera, la visione della Chiesa  sulla donna e, in particolare, sulla donna nel matrimonio.

So bene che non sono tutte rose, so bene che possono esserci posizioni diverse in ambiente cattolico, ma io credo nella libertà dei figli di Dio, libertà che muove alla ricerca della verità senza paure e senza pregiudizi.

E’ possibile che l’unico modello proposto ( e criticato ) nel libro di rapporto tra moglie e marito sia quello di Cristo ela Chiesa?

D’accordo, è un modello classico di tutto rispetto, ma non sempre utilizzabile, fermarsi a quello è pericoloso!”

“Mi piace che ti scaldi così”  disse lui “noi cattolici siamo spesso dei pusillanimi, abbiamo paura di affrontare le grandi battaglie del pensiero, un po’perché temiamo di passare da un lato per integralisti e dall’altro per eretici.

Mia madre, che era una donna tutta d’un pezzo e aveva le sue idee in proposito, avrebbe voluto scrivere un libro sulle contraddizioni del matrimonio.

Poi non c’è riuscita, era troppo occupata a mettere al mondo e allevare i suoi nove figli!

Noi invece lo possiamo fare: quando saremo sposati e avremo fatto un po’ di strada insieme per verificare le nostre idee, affileremo le nostre penne come spade per combattere tutte le false visioni che circolano sul matrimonio.

Se ci stai questo sarà compito nostro e ci sarà anche da divertirci!”

“Non mi diverte fare polemica” sospirò lei “ però ci sono alcuni punti che andrebbero chiariti, proprio alla luce delle parole di Colui che illumina il mondo, che altrimenti rimarrebbe nelle tenebre e nell’ombra della morte.

Vedi, quando, l’altro giorno, abbiamo raccolto quei bellissimi sassi sul greto del fiume, non abbiamo potuto fare a meno di ammirarli, perché erano stati illuminati dal sole.

Se fossero rimasti nascosti sul fondo sarebbero stati solo dei sassi opachi e senza valore; la corrente invece li ha sospinti verso la sponda e la luce li ha fatti risplendere.

Il grande gioco della luce!

Sia fatta la luce! E’ stato il primo comando del Creatore e da allora essa ha il potere di trasformare tutto, rivelandone la verità nascosta.

Come si trasforma il nostro matrimonio alla luce della parola di Dio?

E’ bello pensare a quello che apparirà una volta esposto a quella luce,sarà come assistere a una trasfigurazione..”

“Sì” ripetè lui “noi scriveremo insieme un libro, non so come né quando, ma lo scriveremo, promesso!”

E nel silenzio benevolo della campagna, in quella tranquilla sera di aprile, l’idea prese forma e consistenza, dando origine ad una costruzione di cui si delineavano già le linee portanti.

La parte più importante di una costruzione è certamente la base, quali saranno dunque le fondamenta del nostro progetto-matrimonio?

Era così semplice la risposta che sembrava impossibile non fosse di uso comune,eppure, quando si parla di matrimonio, anche in ambito cristiano, si parte spesso da una presentazione di ordine psicologico, sociologico, morale…

Le prime parole che loro due si erano detti, invece, erano state così semplici da sembrare addirittura banali e scontate, eppure erano terribilmente ontologiche.

Nella splendida visione cristiana il matrimonio è una realtà di amore, l’Amore è Dio e Dio è Trinità.

Se tutta la terra, uomini, animali e piante, si fosse messa in quel momento a cantare l’alleluia non avrebbe fatto altro che esprimere l’esaltazione generata in loro da questo pensiero.

“Calma!” disse lui che era il più pragmatico “ queste affermazioni non sono gli elementi di una facile equazione: ogni parola è un mistero davanti al quale dobbiamo metterci in un atteggiamento di umile, anche se di fiduciosa, ricerca.

In fondo siamo solo degli apprendisti!

Guarda! Mi basterebbe incominciare col confutare tutte le versioni false, illusorie e pericolose del matrimonio che conosciamo bene perché le vediamo così spesso intorno a noi.

Questa è la pars destruens verso la quale ho una certa inclinazione.”

Così dicendo aveva strappato un bel ramo da un cespuglio di biancospino che avevano visto biancheggiare tra il verde delle rive.

Gli era sempre piaciuto il biancospino, così rustico e insieme familiare per chi si trova a camminare in campagna e ne respira il profumo, nei giorni chiari della primavera.

Tanto che un giorno era tornato a casa con il vestito strappato per averne voluto cogliere un bel mazzo, perché il biancospino, si sa, ha delle lunghe spine acuminate!

“Questa volta farò attenzione!” dichiarò e con un coltellino tipo scout incominciò ad estirpare la spina più lunga, partendo dalla base del ramo.

“Ecco” disse “questa è la prima da eliminare,come la vogliamo chiamare?”

“Io la chiamerei : illusione di autosufficienza” suggerì lei “ è anche la più insidiosa perché nell’esaltazione dell’innamoramento c’è il rischio di sentirsi così “speciali” da non aver bisogno di niente e di nessuno.

E’ una bellissima sensazione ma non è bene camminare tra le nuvole, prima o poi si cade e ci si fa male.

Se invece si riesce a collegare subito questo dono di grazia dell’amore umano con quello divino, allora tutto diventa più vero e più sicuro e non si deve più temere la caduta della delusione.

Perché Dio è onnipotente,

Dio è infinito,

Dio è eterno,

proprio come vorrebbe essere il nostro amore, che diventa un formidabile strumento di comunicazione con Lui e di partecipazione alla sua vita.

Entrare nella dimensione dell’amore sponsale vuol dire entrare in un luogo sacro, nell’intimo stesso di Dio, che ha detto: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza.”  e “maschio e femmina li creò”.

“Bene!” disse lui “ora questo bel ramo, tolta la spina di base, si può tenere in mano senza pericolo.

Attenta, però, si deve ancora manovrare con cura, perché ce ne sono rimaste parecchie di spine e noi le rimuoveremo una per una, dando a ciascuna il suo nome, per riconoscerle ed evitare che possano farci del male.”

“Non vorrei che si sciupasse troppo” pensava lei guardando i ciuffetti di fiori bianchi e profumati nel ricamo gentile delle foglie “non è colpa sua se ha le spine, forse le sono necessarie, come è necessario per noi imparare a difendere quanto abbiamo di più prezioso!”

 

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