Rendere il desiderio trasparente

Rendere il desiderio trasparente
(estratto dal libro “Amore perfetto, relazioni imperfette”)

Lavorando con le coppie, trovo di frequente che uno o entrambi i partner hanno difficoltà nell’esprimere il loro desiderio chiaramente o persino nel riconoscere che cosa vogliono. Quando li invito a esprimere il loro desiderio direttamente, quel che ne vien fuori in genere sono lamentele, pretese, discorsi evasivi o retorica. Possono dire facilmente che cosa fa di sbagliato il loro partner o che cosa non riesce a dare loro. Quando però si tratta di esprimere il loro effettivo desiderio, c’è incertezza o esitazione.Perché è tanto più facile lamentarsi, scoraggiarsi, avanzare pretese o aggredire che esprimere apertamente quello che vogliamo? La risposta è semplice: il lamento e la pretesa forniscono uno scudo difensivo dietro cui nascondersi, mentre il desiderio ci fa sentire esposti. Lasciare che gli altri vedano quanto vogliamo il loro amore significa far cadere le nostre difese e denudare la nostra anima. E questo è ancora più difficile se la nostra sentinella è costantemente in guardia contro il cattivo altro che non è lì per noi. Non c’è quindi da sorprendersi che esporre il nostro desiderio d’amore non sia una cosa che vogliamo fare. È molto più semplice non correre rischi e concentrarsi su come gli altri non ci diano quel che vogliamo.
Julie e Rick erano sull’orlo del divorzio dopo dodici anni di matrimonio e la nascita di tre figli. Rick se ne era già praticamente andato e avevano iniziato un periodo di separazione legale. Lui si lamentava principalmente del fatto che il cuore di Julie non fosse aperto a lui, mentre lei si lamentava perché lui non si impegnava nel rapporto.
Julie riconosceva di avere difficoltà ad aprire il suo cuore a chiunque a causa della paura di abbandono che risaliva alla sua infanzia. Così era molto più facile per lei lamentarsi della mancanza di impegno di Rick che mostrargli quanto desiderava che lui la accettasse, a maggior ragione adesso che aveva già un piede fuori della porta. Quando le chiesi che cosa volesse soprattutto da questo suo rapporto la sua prima risposta fu:
“Voglio sapere che Rick si impegna”.
“Puoi dire che cosa questo significhi per te? Quale esperienza vuoi condividere con lui?”
“Non mi fido che lui ci sia veramente per me.”
Di nuovo si stava lamentando. La invitai a esprimere con una frase ciò che voleva: “Quindi tu vuoi sapere che lui può esserci veramente per te”.
“Sì.”
“Glielo puoi dire direttamente?”
Julie si voltò verso Rick e rimase per un po’ in questa posizione esitante e ansiosa. Alla fine disse: “Voglio che tu ti impegni”. Sembrava però un ordine o una pretesa, come se stesse istruendo un processo invece di rendere trasparente qual era la verità per lei.
“Lo vuoi adesso?” le chiesi.
“Be’, sì,” rispose esitando.
“Lo vuoi veramente? Controlla dentro di te e guarda se è vero adesso, in questo momento.”
“Sì, mi piacerebbe che fosse così.”
“Puoi farglielo vedere?”
Si volse di nuovo verso Rick e fece una pausa. Poi disse velocemente e semplicemente: “Voglio veramente sentire che sei qui con me”. Questa volta, mentre le pronunciava, le sue parole ebbero maggiore risonanza. Parlando stava effettivamente sentendo il suo desiderio lì su due piedi. Non era più una pretesa ma un desiderio trasparente che invitava Rick a entrare. Lui si raddrizzò immediatamente e la osservò. Era evidentemente commosso.
Gli chiesi che cosa provasse a sentire Julie esprimersi In tal modo. Lui disse: “È fantastico. Posso veramente corrispondere a questo”. Voltandosi verso Julie disse: “Mi fa sentire che voglio essere qui con te”. Siccome poter vedere lei cuore di Julie era quel che voleva davvero, la trasparenza di lei lo invitò e lo ispirò a esprimersi a sua volta più pienamente.
Julie era un po’ confusa. Non capiva che cosa fosse appena accaduto, come mai d’improvviso lui le corrispondesse in modo così caloroso, quando per tante volte non aveva fatto in precedenza. Le dissi: “È così: quando hai detto che volevi sentirlo presente con te, tu eri veramente presente, tu ti stavi rivelando. E lui vuole soprattutto questo: sentire che il tuo cuore è aperto e trasparente, non nascosto dietro le tue recriminazioni”. Permettendo al partner di vedere quanto voleva che lui le si rivelasse, si stava rivelando lei stessa. Chiedendogli di esserci, aprendogli il suo cuore, lei era lì, senza veli. Ciò permetteva a lui di sentirsi in contatto con lei, che era ciò che lui voleva sopra ogni cosa.
Spesso per i due partner è un po’ laborioso riconoscere e confessare il loro profondo desiderio di sentirsi amati.
Ma quando entrambi possono farlo senza critiche o pretese, c’è un’immediata sensazione di sollievo da entrambe le parti. È un vero sollievo concentrarsi sulla pura verità ed esprimerla apertamente: “Voglio davvero sentire il tuo amore”.
Il partner che riceve questo messaggio può pure rilassarsi perché non deve più respingere le proteste o le pretese dell’altro. Ma per il partner che ascolta c’è un altro tipo di sollievo ancora più profondo: infatti quando gli altri rivelano il loro desiderio in modo trasparente e indifeso, vi consentono di vederli, e ciò costituisce un punto d’accesso che permette al contatto di avvenire. I momenti in cui si dice la nuda verità svelano la bellezza del vostro partner e vi fanno improvvisamente entrare di nuovo in contatto con il motivo per cui vi siete innamorati di questa persona all’inizio.


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