Questo è il mio comandamento: Che vi amiate gli uni gli altri

I discepoli dovranno diventare degli itineranti, persone in cammino. Senza questa condizione di mobilità essi rimarranno sterili. Gesù sta dunque parlando qui dell’attività missionaria dei suoi che nelle sue intenzioni deve essere un’attività fruttuosa in modo permanente. Il frutto portato dai discepoli deve «restare». Viene impiegato di nuovo qui il verbo «rimanere » (menein) già notato in precedenza. Condizione indispensabile per la riuscita della missione dunque è la permanenza dei discepoli nell’amore di Gesù: «Rimanete nel mio amore» (15,9), osservando i suoi comandamenti: «Se osserverete i miei comandameni i rimarrete nel mio amore» (15,10), specificamente il comandamento nuovo dell’amore. Il frutto del discepolo rimane se partecipa a quello di Gesù, il chicco che muore per dare molto frutto (12,24), se accetta cioè di morire per dare nuova vita. Il discepolo produce frutto che resta se rimane innestato in Gesù: « Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla» (15,5). C’è quindi una fertilità garantita per la missione se essa si coniuga con la comunione, una dinamica non contraddittoria tra «rimanere» e «andare» garantisce la durata del frutto. Esso non sarà qualcosa di stagionale, ma andrà al di là del tempo, grazie a complementarietà che garantisce al frutto di non marcire.
Nella loro confidenza reciproca gli sposi sono segno dell’amicizia che Gesù vuole costruire con i suoi discepoli. Essi non condividono solo gli affari di casa o i segreti di famiglia, ma sono invitati da Gesù a vivere con lui l’ascolto del Padre. Si prepara così per loro una missione feconda a beneficio di coloro che desiderano gustare il frutto della vita.

Preghiera
Signore Gesù
non e ‘è amore più grande del tuo.
Tu ci hai resi tuoi amici
facendoci udire ciò che il Padre
ha detto a te,
ci hai portati nel dialogo affettuoso
che è l’anima della vostra eternità.
Da amico ti relazioni con noi
e non da padrone,
ci confidi i segreti di Dio,
i suoi disegni per la nostra salvezza,
ci rendi partecipi del piano di vita
che egli ha sul mondo intero.
Hai sigillato la tua amicizia con noi
con il dono della tua vita,
dichiarazione incontestabile
che più di così non si può amare.
Crea tra noi una confidenza vera,
un dialogo che partecipa
a quello che tu hai con il Padre.
Questa sintonia di verità
che speriamo di ottenere
dal tuo amore senza limiti
ci conduca a non risparmiare la vita,
ci porti invece a donarla
per dirci l’un l’altro
quell’affetto totale
che solo un’esistenza tutta offerta
può esprimere.
Amen.

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