Quanto ti ho amato

QUANTO TI HO AMATO di Roberto Benigni

Quante parole vengono spese per raccontare l’amore, per spiegarlo, per cercare di capire come viverlo e come curare le sue ferite. Invece dovremmo intuire che quando ne parliamo troppo un po’ della sua magia si è già persa.

L’amore si gusta, si annusa, si percepisce con tutti i sensi che abbiamo a disposizione, ma soprattutto si accoglie come uno sconvolgimento (anche quando si esprime nelle modalità più semplici del mondo) che da una parte ci toglie il fiato, mentre dall’altra ci spinge a tentare di esprimerne in qualche modo l’emozione

                                   Se tu mi avessi chiesto: “Come stai?”

                                   Se tu mi avessi chiesto: “Dove andiamo?”

                                   T’avrei risposto: “Bene”certo, sai.

                                   Ti parlo però senza fiato.

                                   Mi perdo nel tuo sguardo colossale,

                                   la stella polare sei tu

                                   mi sfiori e mi sorridi, no così non vale

                                   non parlo e se non parlo poi sto male

Se aspettiamo una vera e propria dichiarazione d’amore, di quelle che nei film sono il momento clou che decide le sorti dei protagonisti, può accadere che si passi tutta la vita insoddisfatti di quello che abbiamo, senza accorgerci che abbiamo tra le braccia un tesoro.

Il dialogo nella coppia, quanto è importante! Ma quanti fraintendimenti comporta!

Qualcuno potrebbe azzardare che quando tra due innamorati sono necessarie le parole vuol dire che l’intesa è venuta a mancare.

Non è così, non si può fare a  meno di dirsi alcune cose perché l’altro riesca ad amarci meglio e noi ad amare lui, ma dobbiamo riconoscere che in fondo cerchiamo sempre di avere, a parole, la risposta alla nostra domanda fondamentale: siamo amati? e quanto?

Allora davvero ogni frase possibile, nella sua banalità, risulterebbe ingannatrice.

                                   Quanto ti ho amato e quanto t’amo, non lo sai

                                   E non lo sai perché non te l’ho detto mai.

                                   Anche se resto in silenzio

                                   Tu lo capisci da te

L’unione tra due cuori è un misterium magnum, come si può pretendere di afferrarlo completamente?

Assomigliamo troppo a Dio (siamo fatti a Sua immagine) per poter essere circoscritti anche dalle migliori intenzioni di chi dice (e pensa) di volerci bene.

Allora, se l’altro sarà sempre un po’ sconosciuto, vale la pena di mettere a rischio le certezze del nostro individualismo per aprirci al mare ignoto in cui saremo trasportati da questo sentimento?

La risposta tutti noi la sappiamo: l’uomo, la donna che amiamo spalanca i nostri orizzonti e nello stesso tempo in cui ci inebria con la sua dolcezza e ci colma della certezza della sua presenza, ci fa tremare per il timore che questa dimensione entro cui troviamo il nostro compimento possa perdersi o confondersi con qualcosa che la avvilisca.

In quel momento può capitare che ci si affanni a riempire di parole dei vuoti che lasciano intravedere il baratro della solitudine o l’inquietudine della incertezza del futuro.

La coppia ha una direzione, deve sapere dove andare, ma questa rotta comune  deve essere scoperta insieme, comprendendo ognuno le caratteristiche dell’altro, le sue propulsioni e i suoi desideri. Accogliendo le incertezze e sapendo riconoscere nei balbettii del partner ciò che non riesce ad esprimere, ma che sente fortemente dentro di sé. Tenendo conto che si è reciprocamente orizzonte, libertà e delimitazione della nostra vita.

                                    Se tu mi avessi chiesto: “Che si fa?”

                                    Se tu mi avessi chiesto: “Dove andiamo?”

                                   T’avrei risposto: “Dove il vento va”

                                   Le nuvole fanno un ricamo

                                   Mi piove sulla testa un temporale

                                   Il cielo nascosto sei tu …      

L’inespresso spesso sta lì ad aspettare di poter venire alla luce perché sia compreso che nell’amore più che le frasi, per lo più fatte, che lo descrivono, è importante l’armonia che muove i nostri passi, che fa battere all’unisono i nostri cuori e cantare a fior di labbra la nostra canzone.

Ogni coppia ha la sua musica da custodire gelosamente.

Per sapere qual è basta sedersi ad ascoltare, con pazienza e semplicità, ma con grande determinazione e fiducia.

Senza dar troppo peso alle parole che ci sembrano dir ogni cosa e invece a volte sono forvianti.

A volte parole maldestre e insensate che rischiano di rovinare tutto.

Impariamo il silenzio, raccolto nelle mani unite, entro cui la nostra musica possa cominciare a danzare.

                                   Quanto ti ho amato e quanto t’amo non lo sai

                                   Non l’ho mai detto, ma un giorno capirai

                                   Nell’amor le parole non contano, conta la musica

                                  

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