Lo sguardo dell’altro

Lo sguardo dell’altro
(estratto dal libro “Una sola carne”)

Vedere il proprio sposo o la propria sposa nello sguardo stesso di Dio dev’essere chiesto nella preghiera comune: «Signore mostrami il marito – o la moglie – che mi hai dato, come lo vedi tu stesso».Questa richiesta è essenziale nella coppia, perché va oltre la sapienza umana e i suoi ragionamenti, che sono stati inquinati sin dalla caduta adamitica dal principe di questo mondo.
Lo sguardo di Dio va oltre il peccato, l’oscurità, per scoprire il potenziale spirituale dell’altro.
Nessuno è senza difetti. Ma la vita spirituale richiede di non restare su posizioni definitive che formano il giudizio: «Lui – o lei – è così; lui – o lei -ha tale carattere; lui – o lei – non cambierà mai»; eccetera.
Se Dio guardasse l’uomo in questo modo, non esisterebbe per noi la possibilità del pentimento, cioè del cambiamento positivo di direzione.
Molto spesso, l’uomo guarda con uno sguardo ottenebrato, privo della luce increata della grazia divina. Ha, per suo fratello, uno sguardo privo del vero amore. Fotografa l’altro e gli agita davanti, come un maestro, l’istantanea, dicendogli: «Vedi, sei così! ».
Un tale sguardo non soltanto impedisce al proprio prossimo di cambiare, ma lo fa precipitare in una caduta ancora più mortale!
Colui che giudica l’altro in cuor suo è un assassino spirituale. Ecco perché il Cristo ha sempre detto: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati»1.
Quanto questo comandamento è utile per tutta la vita spirituale! E particolarmente per quella della coppia.
Là dove c’è il giudizio, non c’è vita spirituale autentica. Un cuore che giudica si separa da colui che muore sulla croce dicendo:
«Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno»2.
Il giudizio è senza dubbio il peccato più diffuso sulla terra, il più devastatore, il più sconosciuto perché ben pochi si rendono conto di giudicare, tanto questa passione è diventata in loro una seconda natura!
Il giudizio è la passione che mina il più delle volte le coppie in pericolo. Se questa passione esiste in una coppia, e non è allontanata, combattuta, da cuori che si umiliano e chiedono a Dio la loro riconciliazione – e questo succede solo nelle prove – il matrimonio sarà in grave pericolo.
Combattere il giudizio è la lotta di ogni coppia cristiana perché l’avversario della Chiesa e del genere umano si serve di quest’arma per distruggere la vita spirituale delle anime, dividere quel che è unito e annientare il matrimonio.
Dio permette che questa lotta esista affinché, vincendo con le armi della grazia, l’uomo sia purificato dagli elementi della natura decaduta e dalla visione del mondo materiale con le sue seduzioni. Il giudizio è molto sottile, dato che comincia non con una condanna diretta dell’altro, ma con la «constatazione», per esempio, di una differenza, di una originalità che separa quest’altro dal resto del mondo.
Non essere nelle fila di un certo conformismo che costituisce con le sue mode l’illusione del mondo, il cui principe è Satana, è essere già esposti al giudizio di coloro il cui sguardo, non purificato da Dio, è «mondano» e non spirituale.
Si può benissimo guardare il proprio prossimo ed essere semplicemente urtati dalla sua diversità. Questo è già un giudizio.
Il razzismo, per esempio, è un giudizio che implica di per sé una sentenza di morte!
Rinchiudere l’altro in un comportamento negativo, che probabilmente ha, ma decidere che non potrà mai cambiare, è ugualmente una condanna a morte. Si rifiuta all’altro la possibilità di trasformarsi, di vivere, di crescere. È ancora il giudizio.
Ora lo sguardo dell’altro in una coppia è fondamentale, perché lo sguardo giusto è l’icona dello sguardo di Dio.
Nello sguardo di Dio, Pietro, che aveva rinnegato il Cristo, vede non solo il suo perdono, ma il suo riscatto,  la sua trasformazione e il suo divenire spirituale.
E nello sguardo di Dio che la peccatrice scopre non solo il suo perdono, ma la possibilità d’una vita diversa, nuova: «Va’ e d’ora in poi non peccare più!»3. Che fiducia e quanta fede in questa parola!
Se Dio non avesse innanzi tutto fede nell’uomo che ha peccato e che si è allontanato da lui, l’uomo non potrebbe avere fiducia né in Dio né in se stesso. Non potrebbe tornare indietro.
Quanto è importante lo sguardo dell’altro! Se questo sguardo è indulgente, amorevole, pieno di speranza, quante possibilità allora offre realmente all’altro di cambiare, di crescere, di trasformarsi. La grazia. di Dio passa sempre attraverso lo sguardo dell’altro per ognuno dei coniugi. E questo uno dei principali punti d’appoggio della vita spirituale nel matrimonio.

1 Mt 7,1-2
2 Lc 23,34
3 Gv 8.11


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