Le leggi della determinazione del sesso

Le leggi della determinazione del sesso
(estratto dal quaderno di sessuologia “Maschio o Femmina?”)

Le diverse caratteristiche strutturali degli spermatozoi
Gli spermatozoi che contengono il cromosoma sessuale Y, detti anche androspermi (da andros = uomo, quindi generatori del sesso maschile), sono nettamente diversi dagli altri che portano invece il cromosoma X.
La diversità consiste, sul piano della forma, nella caratteristica di una testa più piccola ed arrotondata.
Questa forma è stata verificata e confermata al microscopio elettronico.
Sul piano della funzionalità, gli androspermi sono più vivaci, più veloci, hanno però meno carica vitale, sono meno resistenti, hanno minore durata e sono più sensibili alle condizioni esterne negative.
Gli spermatozoi che contengono il cromosoma sessuale X, detti anche ginospermi (da  gunè = donna) sono,  invece, sul piano morfologico, con la testa più grossa e di forma oculare.
Sul piano della funzionalità i ginospermi sono più lenti, meno veloci, ma in compenso hanno maggior carica vitale, sono più resistenti, più duraturi e meno sensibili alle condizioni esterne negative.
Volendo trarre subito, da queste differenti caratteristiche, alcune deduzioni circa i diversi possibili comportamenti degli spermatozoi ai fini della fecondazione si può dire che:
  • a parità di condizioni esterne ottimali
se dopo un rapporto coniugale tutti gli spermatozoi, sia androspermi che ginospermi, partono allo stesso momento, saranno però certamente solo gli androspermi, appunto perché più veloci, che arriveranno primi alla meta: destinazione ovulo;
  • a parità di condizioni esterne disagiate
pur partendo tutti insieme nello stesso momento solo i ginospermi però riusciranno ad arrivare primi, anche se con fatica, proprio per la loro energia e resistenza. Gli androspermi arriveranno dopo o addirittura non arriveranno mai, data la loro fragilità e poca resistenza;
  • se devono attendere molto l’ovulazione
Una volta che tutti siano già giunti in prossimità dell’ovaia, alla fine cioè del loro percorso per incontrarsi con l’ovulo, c’è il caso che, se l’ovulo si fa molto attendere, gli androspermi vengano meno per la lunga attesa o perdano, per la scarsa vitalità, la capacità di fecondazione, mentre questa rimane ancora presente e valida per i ginospermi più duraturi e forti.
Si può concludere da questi primi dati che, come nulla mai, in natura, è affidato al caso, così, anche per questo evento della determinazione del sesso, tutto è guidato e giustificato da precise condizioni, che, una volta conosciute, sono utilizzabili con effetti ben prevedibili.

LE DIVERSE SITUAZIONI AMBIENTALI PER GLI SPERMATOZOI
Come si sa la coppia umana non è condizionata, per l’attuazione di rapporti genitali, dai fattori biologici di fertilità.
I rapporti possono essere così liberamente realizzati in qualsiasi momento del ciclo mestruale, quindi sia in tempi di fertilità che di sterilità.
Poiché maggiore è il numero dei giorni sterili (di solito più del doppio rispetto a quelli fertili), più frequentemente i rapporti genitali vengono attuati in periodi fisiologicamente impossibili per la fecondazione.

LA SITUAZIONE DEI GIORNI STERILI
Nei giorni sterili gli spermatozoi vengono depositati, come di solito, nel fondo vaginale, ma con queste condizioni ambientali, non possono entrare nell’utero, perché l’orifizio esterno di questo è chiuso, non trovano il muco cervicale, che è la condizione indispensabile per muoversi, avanzare e proteggersi dall’acidità vaginale; restano , così, bloccati, per le cause suddette, nell’ambiente vaginale e, a causa della sua acidità che non sopportano, tutti gli spermatozoi vengono a morte, cominciando dai più delicati e sensibili, gli androspermi, fintai più resistenti e duraturi, i ginospermi.
I giorni sterili sono tali non solo e non tanto perché non corrispondono al così detto periodo ovulatorio, ma anche e soprattutto perché tutti gli spermatozoi vengono bloccati e subito distrutti a livello vaginale.

LE SITUAZIONI DEI GIORNI FERTILI
Nei giorni fertili gli spermatozoi vengono a trovarsi in diverse situazioni, più o meno ottimali ai fini della sopravvivenza, della migrazione e della penetranza nelle vie genitali interne, cioè della possibilità di arrivare ad un eventuale incontro e fecondazione dell’ovulo.
L’elemento che assicura e condiziona tutte queste varie situazioni di fertilità è, in modo del tutto particolare, il muco cervicale.
Questa secrezione mucinosa, infatti, che si accompagna all’apertura dell’orifizio esterno uterino, cadendo dalla mucosa del canale cervicale, da cui viene prodotta, nel fondo vaginale proprio nella zona di deposito dell’eiaculato, si incontra immediatamente con gli spermatozoi.
Il muco cervicale, essendo più alcalino rispetto al ph acido vaginale, costituisce per gli spermatozoi una zona franca di protezione.
D’altra parte gli spermatozoi, irritati dall’acidità vaginale, sono quasi attratti o spinti a cercare il muco cervicale. E’ stato infatti sperimentalmente constatato che, posti a contatto del muco cervicale, gli spermatozoi subito si orientano e si dirigono verso di esso, testa in avanti e animati da validi movimenti nel tentativo di penetrarvi.
Entrare nel muco cervicale è così la prima condizione per sopravvivere.
Ma il muco cervicale è non solo un ambiente protettivo, è anche, essendo particolarmente ricco di zuccheri, di sali e di altre sostanze nutritive, un rifornimento di energia per una più lunga sopravvivenza degli spermatozoi e soprattutto di vitalità per il lungo e faticoso cammino che devono compiere per arrivare ad incontrare l’ovulo.
Il muco cervicale è, ancora, un luogo di passaggio, una corrente fluida necessaria ed indispensabile perché gli spermatozoi possano, a modo di girini, nuotare e , risalendo la corrente, raggiungere la loro meta.
Il muco cervicale, inoltre, attiva gli spermatozoi imprimendo loro una particolare vivacità nello scotimento delle loro code ed inducendo, così, una peculiare accelerazione dei loro movimenti migratori.
Ma la caratteristica più importante del muco cervicale, che ora a noi interessa notare, è che, per la sua particolare struttura fisico-chimica, è la causa di diverse forme di selettività degli spermatozoi.
Il muco è, infatti, formato da sostanze mucinose tendenti a formare lamelle filamentose dirette in senso longitudinale e secondo le linee di scolo che vanno dall’utero alla vagina.
Nelle condizioni ottimali, cioè quando il muco è secreto nella sua massima quantità ed è particolarmente fluido e filante, le lamelle creano quasi dei camminamenti liberi e rettilinei.
In queste condizioni il muco è facilmente penetrabile dagli spermatozoi e questi sono più agevolati in una migrazione secondo linee dirette ed orientati verso un cammino più breve.
Una siffatta situazione ambientale favorirà, ovviamente, una selezione degli spermatozoi sulla base della loro velocità.
I primi ad arrivare a destinazione saranno, perciò, gli androspermi.
Ma il muco cervicale si trova in queste condizioni solo per pochissimi giorni.
Nelle condizioni non ottimali, cioè negli altri giorni di secrezione, precedenti e seguenti l’acme, il muco è variamente più scarso, più vischioso, con un trabecolato lamellare più o meno tortuoso a secondo che si sia più o meno lontani dai giorni del miglior muco.
Evidentemente in queste condizioni si avranno difficoltà, sia a penetrare nel muco, che, e soprattutto, a migrare.
Il muco cervicale viene così a funzionare quasi come un “filtro biologico”, che seleziona gli spermatozoi in base alle loro peculiari capacità di forza, di vitalità e di resistenza.
La scarsità di muco cervicale e la sua maggior “durezza” lascerà più esposti gli androspermi alla acidità vaginale, con le ovvie conseguenze prodotte dalla mancata o scarsa protezione. E quando gli spermatozoi penetreranno in siffatto muco cervicale troveranno difficoltà alla migrazione, specie gli androspermi più deboli e meno persistenti.
In queste condizioni verranno ovviamente privilegiati i ginospermi.
Quando poi il muco è così scarso e così denso da fare da “tappo mucoso” che chiude l’orifizio esterno del canale cervicale, allora nessuno spermatozoo riuscirà a penetrare.
Tutti gli spermatozoi rimarranno all’esterno e verranno ben presto distrutti dall’acidità vaginale.
Queste sono, grosso modo, le principali leggi biologiche della selettività naturale degli spermatozoi, utilizzabili per la determinazione del sesso.

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