Le beatitudini: Beati i puri di cuore perché vedranno Dio

E’ la più bella, ma anche la più misteriosa delle beatitudini.
Ricordiamo bene le parole che Dio disse a Mosè, che desiderava vedere la sua gloria: “Tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo.” Aggiunse il Signore:
“Ecco un luogo vicino a me. Tu starai sopra la rupe; quando passerà la mia gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano finchè sarò passato.  Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non lo si può vedere.”
Forse Adamo e sua moglie, quando il Signore, nella brezza del giorno, veniva a passeggiare nel giardino del paradiso terrestre, avevano avuto il privilegio di vederlo, ma lo avevano perduto prestissimo e con il loro peccato avevano sperimentato il terrore del divino.
Eppure c’è qualcosa che ci affascina in questa beatitudine, proprio perché fa nascere subito in chi la ascolta una nostalgia di purezza e di comunione originaria.
E poi fa immediato riferimento al cuore.
Ecco, biblicamente, il centro dell’uomo, da dove scaturisce ogni bene e ogni male, il tesoro prezioso che deve essere purificato perché la persona  possa sinceramente donare se stessa attraverso l’amore.
Se due persone si amano ne hanno fatto esperienza e hanno accettato tutta la fatica di mantenere limpido il loro cuore per dare verità al loro rapporto.
Ma la coppia religiosa sa che questa ricerca  di purificazione apre spontaneamente un passaggio al divino.
L’amore può essere puro solo se Dio lo nutre e lo pervade con tutta la forza della sua grazia, altrimenti facilmente prevalgono le nostre debolezze e i nostri egoismi sugli slanci più generosi.
Così la coppia è il luogo dove il cuore sente più fortemente l’esigenza di essere puro per adeguarsi alla sua funzione, per essere all’altezza di quell’esperienza meravigliosa a cui è chiamato.
C’è tutta una letteratura che diffida dell’amore sessuale e lo considera per se stesso contrario alla purezza, mette in guardia contro la passione vista come causa di tutti i disordini, ma chi ama davvero sa di potersi appoggiare al suo sentimento più profondo, per far agire, con tutta la ricchezza delle sue grazie, lo spirito di Dio che è amore.
Purificata da questo fuoco, che brucia ogni impurità, la coppia sente fortemente di potersi dedicare alla ricerca del volto di Dio che l’attende.
Ma quale visione può essere promessa?
Certamente vedranno le manifestazioni di Dio, la sua provvidenza nello svolgersi degli avvenimenti, nelle prove e nelle vittorie della loro vita, ma ci sarà una visione interiore più specifica e  profonda: la rivelazione della inabitazione in loro della Santissima Trinità per mezzo della grazia santificante.
Sarà questo il segreto della loro storia: la contemplazione, nel travaglio continuo di una crescita, della relazione trinitaria che sorregge e alimenta la loro stessa relazione, in un confronto che evidenziandone le debolezze, la sospinge tuttavia ad una fiduciosa e gioiosa imitazione.
E questa conoscenza del cuore, questa esperienza amorosa, questo contatto interiore possono ben chiamarsi visione, anche se nel mistero, “come in uno specchio” che riflette per loro il volto di Dio.

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