L’amore, una nuova creazione

L’amore, una nuova creazione
(estratto dal libro “Chiamati all’amore”)

II corpo ci rivela dunque un altro modo di stare al mondo, attraverso la nostra unione con la persona amata: esso si è ampliato poiché è diventato anche quello dell’altro.
Ora il mondo non è più soltanto dinanzi a me, affinché io lo possa esplorare e dominare ma, attraverso l’altro, è diventato un mondo per me, offerto a me. Tale scoperta ha un grande impatto sulla ricerca dell’uomo circa la sua identità.
Di fatto, Giovanni Paolo II lo confronta a una seconda creazione. Ricorriamo, ancora una volta, all’immagine del sonno in Paradiso. Facendo addormentare Adamo, è come se Dio dicesse: bisogna ricominciare l’opera della creazione, è necessario fare marcia indietro, poiché il progetto non è stato portato a compimento.
Con questo si intende: la creazione dell’uomo non è conclusa finché esso esiste come uomo e donna, in modo da poter diventare una sola carne. Fintantoché Adamo esisterà da solo, non riuscirà a essere se stesso. Ora Adamo ottiene finalmente l’unica cosa che non andava bene nel giardino dell’Eden: «Non è bene che l’uomo sia solo»1. Le mani divine hanno terminato l’opera maestra, modellando l’uomo come una unità di due esseri, in cammino verso quello che Giovanni Paolo II chiamerà la «comunione di persone».
La nostra esperienza ci conferma questa interpretazione del libro della Genesi: trovare l’amore significa essere creato di nuovo, trasformarsi in una nuova creatura. Pertanto, quando amiamo qualcuno, lo stiamo creando nuovamente. Pensiamo, infatti, che amare non significa soltanto apprezzare le qualità della persona amata, ma vuoi dire anche essere felici del suo essere, del suo stesso esistere. Amare significa, dunque, dire a un altro: «È bene che tu esista!».
Se le cose stanno così, allora l’amore possiede un potere creativo; l’amore prende parte all’atto stesso di Dio. Il Signore, infatti, vide, giorno per giorno, durante la Creazione, che «tutto era buono» e dichiarò, dopo aver creato l’uomo e la donna, che «tutto era molto buono». Allo stesso modo, il potere del nostro amore crea nuovamente la persona che amiamo, quando dice «è cosa meravigliosa che tu esista!»2.

1 Cfr. UDC, 58: «La “definitiva” creazione dell’uomo consiste nella creazione dell’unità di due esseri». Eva viene creata affinché «per iniziativa creatrice di Dio, l'”uomo” solitario possa riemergere nella sua duplice unità di maschio e femmina» (UDC, 55).
2 Cfr. J. PlEPER, Sull’amore, Morcelliana, Brescia 1974, 41.


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