L’amore non si lascia scoraggiare dalla morte

Tutto il mistero della morte sta infatti in questo particolare: che è possibile riconciliarsi con essa solo se amiamo infinitamente un’altra persona al nostro fianco. Solo nell’amore si dischiude la bellezza infinita e la necessità assoluta dell’esistenza di una determinata creatura umana; solo nell’amore riemergiamo in un certo senso all’inizio della creazione e attuiamo dall’interno il disegno di Dio, che dall’eternità volle che esistesse quest’uomo. La domanda di ogni metafisica, da sempre senza risposta: perché esiste qualcosa e non piuttosto il nulla?, viene appagata solo dall’amore; solo l’amore infatti sa che deve esserci l’altro, e solo essi rende grati a Dio dal profondo dell’esistenza per il dono inestimabile della vita. Solo nell’amore l’altro diventa esso stesso quella finestra che rende il mondo luminoso e trasparente nei confronti di Dio, mentre il suo amore diventa una via e un ponte che da questo mondo immettono nell’eternità.

Soprattutto l’amore, infatti, conferisce la coscienza che l’altro non solo deve esistere dall’eternità, ma che deve esistere contemporaneamente anche per l’eternità. Per la fede dell’umanità nell’immortalità del singolo non esiste sostegno più importante dell’argomento dell’amicizia e dell’amore, dal momento che l’amore non consiste in altro che nello spiritualizzare tutto il mondo in un simbolo magico-poetico, che indica simbolicamente in ogni luogo la vicinanza dell’altro e lo evoca in una presenza eternamente atemporale. L’esperienza del dialogo magico con tutte le cose, tipica delle antiche religioni sciamaniche, è a noi odierni realmente accessibile solo attraverso le esperienze dell’amore. Nell’amore soltanto le stelle cominciano a brillare in seno alla fantasticante luce della luna, come gli occhi dell’amata; solo in esso la notte si stende come un manto; solo per gli occhi dell’amore la scia delle stelle nel ciclo brilla come una treccia di capelli di seta. E la stessa cosa avviene nella piena luce del giorno: le colombe posate sulla betulla vicino a casa non tubano come se portassero i saluti dell’amata e la nube in ciclo non assume esattamente le sembianze del suo amato volto? Il vento non sussurra le sue parole nel fruscio dei rami, mentre i fiori lungo il pendio si piegano sotto i suoi passi e si offrono in dono? Se nell’amore tutti gli oggetti si trasformano, per così dire, necessariamente in un simbolo, se in esso lo spazio e il tempo si risolvono in una presenza beatificante e continua dell’amata, se ogni colloquio è solo come la promessa di una pienezza irraggiungibile, e se il tempo si ferma, mentre tutto il resto scorre più veloce che mai, come non dovrebbe essere qui vero in maniera oggettiva e assoluta, nell’amore e in virtù del suo avallo, che lo spazio e il tempo sono tutto sommato soltanto primi sintomi, solo involucri e forme fenomeniche della realtà unica, irripetibile e infinitamente preziosa, che costituisce e avvolge tutto l’essere e l’essenza della persona dell’altro? Soltanto l’amore è capace di spiritualizzare lo spazio e il tempo, perché solo esso riempie e sente la figura spirituale dell’altro, che non può essere spiegata e compresa nello spazio e nel tempo, con il gioco del caso e con cause mosse dall’esterno.

Appunto per questo l’amore non si lascia scoraggiare dalla morte. Ove i sensi esterni non riescono a percepire altro che la crudele opera di distruzione della persona più amata e bella della terra, gli occhi dell’amore riconoscono una semplice scomparsa dell’involucro, l’affiorare della figura luminosa, autentica e vera dell’anima, l’entrata nella presenza dell’eternità. Senza una simile fede nella immortalità delle persone amate l’amore sarebbe nulla e la morte onnipotente; ma la trasformazione dei sensi, a cui l’amore educa per tutta la vita, è piuttosto confermata che contraddetta dalla morte: essenziale è solo l’interno – l’esterno passa; e la cosa più intima, il linguaggio del cuore, il contatto con le anime, è in se stesso la prova, la promessa e il compimento di una beatitudine che è da Dio e non tramonta mai.

 

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