L’amore è sempre lo stesso, se cambia ogni giorno

Oggi non si passa più dalla famiglia d’origine alla fondazione di un nuovo nucleo attraverso il rito del matrimonio. La coppia si forma per tappe e ciascuno conserva il proprio spazio.

Si può dire che, proprio nella fedeltà dell’amore che continua, «ci si sposa più volte»; in giovinezza l’amore appassionato, la responsabilità condivisa per crescere i figli; più tardi l’amore come compagnia che continua. A ogni tappa l’interiorità emozionale e la pazienza del dialogo fanno progredire il percorso coniugale.

L’innamoramento è uno stato nascente che riempie di entusiasmo. È all’origine della coppia e contribuisce alla sua concretizzazione. Pur essendo inevitabilmente precario e transitorio, ci si attende che non tramonti mai. La fedeltà è un valore essenziale per tutti gli innamorati. Non comporta solo l’impegno di non tradire, anche il desiderio rinnovato ogni giorno di una relazione di lunga durata, amorosa in tutti i sensi.

Le persone si attendono molto dalla coniugalità. Il matrimonio è in crisi non per un difetto di credito ma un eccesso di attese. Dall’amore fedele ci si aspetta sia rivelatore di se stessi e dell’Altro. Compito di sviluppo di questa prima tappa è che il sentire innamorato da stato nascente si trasformi in condizione evolutiva, che non finisca mai di svilupparsi e di compiersi. Gli innamorati immaginano il loro legame inattaccabile e tenace, un attaccamento totale: passionale, spirituale, affettivo, sessuale. Vero amante è la persona preveniente e assidua, due aggettivi oggi molto apprezzati, soprattutto dalle donne.

L’innamoramento corrisponde alla gestazione: per sua natura essa è a temine, ma culmina nella nascita, dove la gestazione è inglobata e completata. Nella coniugalità l’innamoramento si trasforma in amore, la cui natura intima è la stabilità e la continuità.

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