L’amore e l’intimità

La relazione intima tra due persone può realizzarsi anche al di là del livello sessuale, come intimità intellettuale, spirituale, affettiva ecc.. cioè ogni qual volta i due interlocutori, avendo un forte senso della loro individualità e piena fiducia in se stessi, intendono aprirsi l’un l’altro, scambiarsi, mettere in comune e condividere tutto ciò che costituisce la peculiarità e la ricchezza del loro intimo.
Ne consegue che l’intimità esige una capacità e una volontà “proiettiva”, cioè il sapersi mettere empaticamente nella pelle, nei problemi, nel nucleo segreto dell’altro, senza intrusione, senza mai invaderlo, imporsi o violentarlo, e oltre a ciò una capacità e volontà “introiettiva”, cioè i saper essere ricettivi ai messaggi, ai bisogni dell’altro, lasciandolo entrare nella propria intimità senza pensare di arrivare a possederlo o legarlo con una fusione simbiotica.
Certamente è su di sé che pregiudizialmente si deve lavorare, se si vuole realizzare un’autentica intimità, perché solo chi è intimo a sé lo è anche con gli altri, solo chi ha fiducia e rispetto di sé lo ha anche con gli altri.
Si potrebbe dire che l’intimità è essenzialmente condivisione, cioè capacità e volontà di vivere scambievolmente con l’altro.
Ma se anche si arrivasse ad una comunione totale dei due esseri, ciò non deve avvenire mai perché i due si confondono, ma perché fanno coesistere in uno, nell’unidualità tutte le varie particolarità e doti della loro propria personalità, cioè il loro rispettivo intimo.
L’intimità si fonda quindi sulla capacità di accomodamento e di assimilazione, sulla base della reciproca conoscenza e del reciproco rispetto e protezione.
Si è capaci di intimità, infatti, quando si sa come ammettere l’altro nei propri confini senza alcuna forma di disgregazione, sottomissione o prevaricazione.
Va precisato inoltre che la relazione di intimità sessuale non deve essere confusa e identificata con l’esperienza intima sessuale.
Sono due cose diverse, anche se possono essere considerate ed utilizzate opportunamente l’una come condizione per potenziare l’altra.
L’esperienza intima, attuata con un atto sessuale, è ovviamente un fatto episodico, di breve durata nel tempo, e pertanto non può costituire il formarsi e il perdurare della pienezza dell’umano, come invece lo può la relazione intima, che è di per sé durevole, perché basata su di un atteggiamento costante di intimità, cioè di interazione e di integrazione.
Certamente l’esperienza di intimità è importante, perché può contribuire a costituire, con il suo ripetersi, la stabilizzazione e il consolidamento della relazione e dell’atteggiamento di intimità.
E’ però solo la relazione continuativa di intimità che garantisce il mantenersi della completezza e della totalità dell’essere umano nella persona uniduale del noi che costituisce lo stato di coppia.

Un Commento a “L’amore e l’intimità”

  • donato:

    Sono perfettamente d’accordo su tutto. Ritorno comunque sul fatto che a chi si sposa, quale che sia la tipologia del matrimonio, oltre alle “belle cose” si devono dire anche quelle “brutte” e farne prendere coscienza.. Se poi si è disposti ad accettare anche i rischi, questo è giusto lasciarlo alla responsabilità personale di ciascuno.Un saluto affettuoso.Donato

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