L’amore e l’attrazione

E’ un complesso fenomeno psichico e mentale che pone il soggetto inaspettatamente e talvolta fulmineamente in una particolarefascinosa attenzione, in un maliardo incanto, in un seducente richiamo rivolto verso un oggetto; il modo migliore e più attinente si ha però quando  l’attrazione è rivolta verso una singola persona, specie dell’altro  sesso.
Nell’attrazione giocano fondamentalmente sempre due fattori; l’uno è costituito dalle caratteristiche psicologiche di chi è attratto,l’altro dalle qualità di chi attrae.
L’attrattività di un essere umano è innescata necessariamente dalla percezione di alcune caratteristiche esteriori, fisiche, somatiche e comportamentali, che riescono a risvegliare e a far scatenare una serie di emozioni e di riflessi inconsci e mentali tali da spingere un certo soggetto ad essere da queste qualità incantato e sedotto.
Poiché le qualità attraenti sono però molto relative e riguardano solo il soggetto preso da attrazione, al punto che per molti altri individui queste stesse possono non avere non solo alcun potere seduttivo, ma addirittura repellente, il fenomeno dell’attrazione si gioca tutto a livello di inconscio personale.
Ciò che attrae è infatti strettamente ed esclusivamente legato e dipendente dal vissuto personale e dai modelli ideali che l’individuo si è progressivamente costruito noi coi so dolio sua vita, apode «allo sue fasi di formazione e di crescita, tramite i molteplici contatti familiari e gli apporti culturali estetici offerti dal suo contesto ambientale sociale.
Quando alla base dell’attrazione si trova una persona che risulta attraente ciò dipende essenzialmente o perché certi suoi attributi corrispondono ai modelli ideali interiorizzati dal soggetto, anche se sono modelli stereotipati, imposti e ravvivati dalla pubblicità, dalla stampa, dal cinema e così via, quindi condizionati da una certa cultura dominante o perché corrispondono alle aspettative soggettive configurate nel suo vissuto inconscio.
Va notato che l’attrazione, in questi casi, non viene evocata dalla persona nel suo complesso di valori e di autentica realtà, ma solo da alcuni suoi tratti fisici, da alcune sue qualità psichiche, da particolari sue modalità di comportamento, anche se il soggetto ha la netta percezione di aver colto, sulla base di quei tratti caratteristici, la globalità della persona.
Come nel fenomeno dell’innamoramento così nell’attrazione la persona che attrae è pertanto fascinosa perché e fino a che è sconosciuta nelle sue qualità reali ed è vista solamente come proiezione del proprio vissuto inconscio, delle proprie aspettative ideali.
Quando poi l’esperienza di vita porta più o meno rapidamente ad una conoscenza più vera della persona imponendo confronti tra l’essere reale e la pretesa personale di modelli ideali, i tratti seducenti inizialmente percepiti dovendo fare spazio, in seguito, anche a quelli meno positivi o addirittura negativi, fanno si che l’attrazione si affievolisca, venga sempre meno fino al punto da dissolversi.
Se la funzione dell’innamoramento come dell’attrazione è quella di sedurre, nel senso positivo del termine, cioè di condurre ad un incontro sempre più ravvicinato con la persona di cui si è stati presi da incanto, al fine di promuovere un legame, magari duraturo, amoroso o coniugale, è molto importante che quanto prima finisca questa iniziale fase di incantamento dovuto a proiezioni inconsce per poter approdare ad una vera conoscenza dell’altro sulla base delle sue doti reali e non già fantasmatiche, quale unica e fondamentale condizione per costruire un vincolo solido e duraturo.
Ciò non toglie che si possa ritrovare e mantenere una chiara e intensa attrazione verso l’altro riconosciuto, ora, nella sua concreta e autentica dimensione personale. Va da sé che, perché il legame sia stabile e di lunga durata, l’attrazione deve essere reciproca.

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