L’amore e l’alterità

La relazione di coppia è chiaramente il legame tra due persone che hanno una loro originale e distinta identità, che va sempre rispettata, cioè riconosciuta, valorizzata e mai fissata in un “già noto”, perché, così facendo, non si terrebbe conto del mistero del soggetto umano, che è sempre imprevedibile ed aperto ad ogni possibilità di cambiamento.
Proprio perché l’amore è essenzialmente un volere il bene dell’altro, quindi volere e operare per la sua realizzazione, l’intenzione fondamentale di chi vuole amare non può che essere quella di permettere e favorire che l’altro, pur essendo oggetto d’amore nell’intimità del rapporto relazionale, non perda mai, anzi accresca sempre più la sua identità.
Il rapporto d’amore, specie quello di coppia, è un rapporto interpersonale, cioè una relazione tra due persone che interagiscono come tali e perché tali, al fine di ottenere un compimento di sé.
Se l’individualità di ciascuno venisse meno, o, in qualche modo venisse sminuita, cosificata, strumentalizzata dall’altro, immediatamente scadrebbe la dimensione vera del rapporto e questo si ridurrebbe ad essere solo una parvenza di relazione, mancando la persona nella sua interezza, che di questa relazione è fondamento e fulcro imprescindibile.
L’essenza della relazione amorosa è, dunque, la persona nella sua pienezza, che gioca, nel suo continuo rapportarsi all’altro, tuta se stessa, tutto il suo essere soggettivo.
Lo scopo dell’amore non è infatti altro che il tentativo di mettere in contatto, di far partecipare la parte più vera, più interiore di sé con quella dell’altro, in altre parole, non è altro che arrivare all’intimità.
L’amore autentico vuole realizzare l’esperienza dell’essere se stessi in intimità con l’altro, perché è solamente a livello del proprio io, dell’essere se stessi, dell’essere ciò che si è, che si pone e si rende possibile l’incontro e l’unione con l’altro.
La connessione, il legame duale che caratterizza la coppia, va così ben oltre la formale vicinanza , l’accostamento funzionale di due parti correlate perché complementari, ma comporta essenzialmente il coinvolgimento di ciò che ciascuno è, di ciò che caratterizza e distingue i due soggetti come persone, cioè il loro mondo o spazio personale, fatto di quel nocciolo profondo e complesso di sentimenti, di motivazioni, di esperienze che, nell’insieme, costituisce l’originalità e la singolarità di ciascun essere umano.
La relazione amorosa è, perciò, l’esperienza di spazi personali condivisi.
Da qui deriva l’importanza fondamentale di sapere e voler incrementare, far crescere questo mondo interiore, questo spazio personale, condizione pregiudiziale per poterlo mettere in comune a vantaggio ed arricchimento reciproco.
L’amore presuppone, dunque, una profonda e chiara consapevolezza per un impegno relazionale di sé, dell’altro, e di una reciproca, armoniosa, correlazione.
Bisogna pertanto essere assolutamente convinti che la nostra natura umana è essenzialmente strutturata per la relazione.
Non dobbiamo credere di poter essere autonomi, autosufficienti, se così fosse non avrebbe ragion d’essere, l’amore, la vita di coppia, invece, per poter essere, per esistere, ciascuno ha bisogno dell’altro, a condizione di rapportarsi correttamente all’altro, avendo di mira principalmente, se non esclusivamente, che esso si compia come persona.

Lascia un Commento

Devi aver fatto il login per inviare un commento

Subscribe without commenting