La sapienza del cuore

Seduti uno di fronte all’altro, gli occhi chiari e sorridenti di lui in quelli di lei, che si riempivano così facilmente di lacrime, stavano a lungo a guardarsi  in silenzio.

“Scusami” disse lei un giorno “ma non riesco proprio a non piangere quando guardo il tuo ritratto: è più forte di me, anche se so che non dovrei farlo perché dicono che tu stai così bene! Ma io sto male.”

“ Sì, lo so” disse lui continuando a sorridere “non credere che non ti capisca, vorrei tanto che non fosse così..

Parliamo un po’ insieme, forse possiamo trovare qualche rimedio…

Proviamo a pensare a quante cose belle abbiamo avuto e fatto insieme da quando ci siamo conosciuti, perché ne abbiamo avuti tanti di momenti belli , non è vero?”

“Sì, tanti” ammise lei , ma era stanca e anche insofferente di questi discorsi .

Come è possibile consolarsi  di qualcosa che manca, come il pane o l’aria che si respira, ricordandosi di quanta se ne è  avuta nel passato?  Non è una crudeltà anche questa?

Le venivano in mente i famosi versi di Dante che le citava spesso suo padre: “Non c’è maggior dolore che ricordarsi del tempo felice nelle miseria…”

“Vedi che non capisci?”  la rimproverò lui “ Lascia in pace Dante, che non è infallibile, e ascoltami: quando si riceve un bel dono quello rimane e non si cancella con il tempo, bisogna però imparare ad usarlo e non buttarlo via, come se non servisse più.

Prova a seguire il mio discorso; se non mi sbaglio sei tu che parlavi dei doni che lo Spirito Santo ci ha fatto al nostro matrimonio, io ti voglio fare un esempio molto più banale, vedrai che ti aiuta.

Ti ricordi tutti i regali di nozze che abbiamo avuto?”

Lei incominciava a sorridere.

“Non è difficile” disse “ai nostri tempi non se ne facevano tanti, né costosi, come usa oggi!”

“No certo” convenne lui “la mia vecchia maestra, per esempio, che mi era molto affezionata, si è presentata alla nostra porta, portandoci tutti gli arnesi per la pulizia della casa, compresa la scopa e la paletta!  E’ stato un pensiero gentile.”

“Sì, anche adesso preferisco usare la scopa che l’aspirapolvere: è più leggera e non fa rumore!

E la mia testimone di nozze, invece?  E’ stata generosa: ci ha regalato un servizio completo di bicchieri di cristallo, li abbiamo usati pochissimo per timore di romperli, sono ancora lì tutti, o quasi.”

“Ecco, vedi? Sarebbe ora che incominciassi ad adoperarli: bere in una coppa di cristallo, anche se si tratta semplicemente di acqua, fa un altro effetto che bere da un bicchiere della Nutella!  Abbiamo bisogno di bellezza e spesso, anche se l’abbiamo a portata di mano, ne facciamo stupidamente a meno.”

“Anche tuo fratello è stato generoso” disse lei “ci ha regalato i lampadari e le luci per tutte le stanze! Ricordo una lampada da tavolo con un largo cappello color amaranto che mi aveva colpito. Stranamente ora non  ne abbiamo più di quei lampadari, non so dove siano finiti.”

“E’ perché abbiamo fatto tanti traslochi.  Ogni nuova casa aveva le sue esigenze in fatto di illuminazione. Le luci sono importanti e vanno distribuite in modo che aiutino a vederci bene a seconda delle necessità, perciò abbiamo dovuto cambiarle, senza rimpianti .

Cambiare senza rimpianti, sei capace?”

“No” e così dicendo lei era ritornata triste “non è facile. Io sono abitudinaria e tradizionale, non amo i cambiamenti, specialmente per quanto riguarda le persone…”

“Eppure la vita è fatta di cambiamenti, altrimenti non sarebbe vita”  disse dolcemente lui “anche la morte è un cambiamento necessario.

Adesso ascoltami, non protestare, facciamo insieme un inventario dei doni più importanti che lo Spirito Santo ha profuso nel nostro matrimonio.

Ti dico che dobbiamo usarli, non come i bicchieri di cristallo che sono rimasti a impolverarsi sugli scaffali, ma come strumenti di lavoro, che dobbiamo imparare ad utilizzare quando ci servono, cioè sempre.

Il primo dono dello Spirito, come tutti sanno, è quello della sapienza : è bellissimo, non puoi negarlo!”

“Sì, è bellissimo!” ammise lei, poco convinta “ ma che cosa c’entra? Mi fa venire in mente Salomone, che voleva tagliare il bambino in due, o gli apoftegmi dei padri del deserto bruciati dal sole, o i maestri zen con i loro assurdi koan, e tutto ciò non mi consola per niente!”

“Lo credo! Ma questa non è la sapienza del cuore che Dio ci vuole dare.  La sapienza cristiana è saper guardare le cose nella loro vera luce, come appare agli occhi di Dio: questa è la vera sapienza che consola.

Vedere tutto con gli occhi di Dio, non è forse l’altro lato della medaglia su cui è scritto: rinnega te stesso?  Ma è molto più positivo ed attraente.  Non è impossibile farlo e io ti posso aiutare. Vuoi che ci esercitiamo un po’ insieme?

Pensiamo ancora alla luce: la sapienza è la luce che rivela la verità delle  cose.

Non l’abbiamo noi, viene dall’alto e ci illumina se veramente la cerchiamo.”

Mentre lui parlava lei pensava a quando, all’alba, si scioglieva il buio della notte.

Le accadeva spesso di svegliarsi dal sonno, improvvisamente, come per un richiamo, prima che facesse giorno.

Dalla finestra si vedeva ancora nel cielo qualche stella, ma sempre più pallida, e lei, ormai sveglia, restava come in attesa di qualcosa di nuovo che doveva pur venire a rincuorarla per incominciare la giornata, poi piano piano le ombre si facevano più rade e la luce dolcemente invadeva tutta la stanza, con una forza penetrante che rivelava le cose intorno, prima nei loro incerti contorni e poi  nel loro colore e spessore, finchè esse balzavano fuori con tutta l’evidenza di una realtà riscoperta.

“Ecco” disse lui, seguendo i suoi pensieri, “quando il buio della notte è passato, e non per merito tuo, la luce ha vinto l’ombra e tutto si è fatto  chiaro e diverso, tutto ha rivelato il suo significato.

La sapienza del cuore è proprio la facoltà che ti permette di “sàpere”, di assaporare le cose e gli avvenimenti nella loro verità, alla luce di Dio.

Ora mettiamo a fuoco una situazione che ti è oscura: non ci capisci niente, anzi ti fa paura perché non sai come affrontarla e la senti come un ostacolo contro il quale la tua volontà inciampa, senza poterla rimuovere.

Prova a chiedere che lo Spirito la illumini e, senza cambiarla, trasformi il tuo modo di percepirla.

Sembra impossibile, finchè facciamo conto sulle sole nostre forze, ma Qualcuno ha detto che niente è impossibile a Dio.”

Lei ascoltava in silenzio e, mentre si chiedeva se sarebbe mai stata in grado di fare un passaggio del genere, le si presentò alla mente una strana immagine: vedeva una bambina, assonnata e spaventata, che, di notte, scendeva le scale sconnesse di una cantina oscura, di cui percepiva ancora la sensazione di freddo e di umido.  Non era un incubo: le era successo davvero più di una volta quando, in tempo di guerra, le sirene urlavano improvvisamente, di notte, per dare il segnale di allarme e tutti scendevano in fretta nelle cantine , indicate come rifugio antiaereo.

In quelle cantine, che spesso si erano rivelate delle trappole quando venivano chiuse dalle macerie delle case bombardate, in un clima di tensione, alcuni parlavano e scherzavano per distrarsi, altri dicevano sommessamente il rosario, aspettando il segnale del cessato allarme per risalire in superficie

Lì la bambina aveva la netta percezione della fragilità della sua vita e di quella delle persone che la circondavano.

Il pericolo che incombeva misteriosamente dal cielo le procurava uno smarrimento profondo,misto alla paura del buio e del chiuso.

Poi, improvvisamente, la scena cambiò aspetto:

La sua famiglia era sfollata in campagna, proprio per sfuggire ai bombardamenti aerei, e la bambina di città, che era stata abituata a non correre per le strade e a non calpestare la magra erba dei giardinetti, si era trovata a respirare in spazi nuovi.

L’orizzonte si era allargato e i campi si stendevano immensi davanti ai suoi occhi.

La guerra c’era ancora, ma era rimasta sullo sfondo, legata  al ricordo della città e non faceva più paura..

La natura aveva il sopravvento,con i ritmi delle stagioni che imponevano con magnificenza le loro leggi e trasformavano continuamente la realtà vissuta: le sponde delle rogge che si coprivano di ciuffi di viole in primavera, il maggengo alto sotto cui ci si poteva nascondere, i campi di riso in cui gracidavano le rane di sera e certe notti stellate che ricoprivano senza ostacoli tutta la terra…il cuore della bambina era gonfio di emozioni che non avrebbe più dimenticato.

“Vedi ?”disse piano lui, e il suo sorriso era compiaciuto e persino un po’ malizioso “anche la guerra può avere dei risvolti positivi. Solo dopo, a volte, ci accorgiamo di quanto bene può venire dal male.  Noi non lo avremmo voluto, ma poi dovremmo esserne riconoscenti.

Se chiediamo a Dio la sapienza questa ci rassicura,perché illumina della sua luce tutte le cose e ne scopre la bontà e la provvidenzialità.

E allora veramente saggio è chi si fida di Dio, prende la sua croce e lo segue, e può anche sorridere tra le lacrime, perché sa che saranno asciugate!”

 

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