La preghiera dell’ “Angelus”

C’è una bella preghiera, breve, intensa, che gli sposi cristiani possono facilmente ricordare e felicemente utilizzare durante la loro giornata: l’Angelus”, così chiamata dalla sua prima versione latina.
Eccola:

–         L’Angelo del Signore portò l’annuncio a Maria.
–         Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo
Ave, o Maria
–         Ecco l’ancella del Signore.
–         Sia fatto di me secondo la tua parola.
Ave, o Maria
–         E il Verbo si è fatto carne.
–         Ed ha abitato fra noi
Ave, o Maria
–         Prega per noi santa Madre di Dio.
–         E saremo degni delle promesse di Cristo
Preghiamo:
infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu, che nell’annuncio dell’angelo ci hai rivelato l’incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione.  Per Cristo nostro Signore.  Amen
Tre Gloria al Padre.

La prima notizia dell’Angelus risale al 1269, quando San Bonaventura in un Capitolo dei Frati
Minori, tenutosi a Pisa, prescrisse ai religiosi di salutare la Madonna ogni sera con il suono della campana e la recita di tre Ave Maria, in ricordo della incarnazione del Signore.
Poi la devozione si diffuse, apprezzata dai Papi che stabilirono che al mattino, a mezzogiorno e a sera, il suono delle campane ricordasse ai fedeli il momento dell’annunciazione.
Dicono che il re di Francia Luigi XI, al suono dell’Angelus, scendeva da cavallo per inginocchiarsi a terra a pregare.
Noi tutti ricordiamo quel bel quadro di Millet che mostra due persone molto umili, verosimilmente marito e moglie che, interrotti i lavori de campi, si raccolgono in preghiera al momento dell’Angelus della sera.
Non sarà così facile per gli sposi di oggi trovare il tempo e il luogo per un simile raccoglimento.
A volte non sarà nemmeno possibile trovarsi insieme al suono delle campane che, sì, suonano ancora al mattino, a mezzogiorno e a sera, ma sono spesso coperte da ben altri rumori.
Ma, come per tutte le cose che valgono, sarà la costanza nell’impegno a farci superare tante difficoltà e sarà un dono che l’uno farà all’altro, tutte le volte che si fermeranno per riconoscere il richiamo a rievocare insieme il momento di grazia in cui ha avuto inizio la nostra redenzione.

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