La meditazione coniugale

Una prima importante precisazione da fare per la vita della coppia religiosa è quella che riguarda la novità della situazione spirituale in cui si trovano ad essere i due sposi.
Essi arrivano al matrimonio condizionati dalla propria esperienza precedente il loro incontro, tanto più radicata quanto più intensa è la loro esigenza religiosa, e quindi da una devozione personale pervasa spesso da un sottile individualismo, che può essere di ostacolo ad una più profonda unione interiore.
Il rapporto con Dio è certamente personale, ma se gli sposi non sono più due, ma una carne sola (e carne in senso biblico indica tutto l’uomo nella sua interezza) il loro incontro con Dio non può essere a camere separate.
Davanti a Lui uomo e donna formano una vera realtà coniugale e dunque quando l’uomo prega e medita non può farlo senza la sua donna e viceversa, pena la sconfessione, il tradimento della sua unità sponsale, perciò la parola di Dio di tutta la Scrittura, dai primi passi della Genesi fino all’Apocalisse, può, deve essere ascoltata, con tutte le sue implicazioni, come rivolta  a quella nuova unità ontologica formata, o in via di formazione, dalla coppia religiosa.
Questa nasce e cresce sotto lo sguardo di Dio, per opera del suo Spirito, che è Spirito di amore e deve superare progressivamente quell’egoismo, anche religioso, che ostacola il legame io-tu e la composizione del noi.
Rileggiamo dunque la parola di Dio, soprattutto il Vangelo, insieme, consapevoli che è rivolta al noi della coppia e che, avvalendosi delle capacità di interpretazione, diversamente sfumate dell’uomo e della donna,  ci porta ad una unità di comprensione che è premessa per una unità di vita.
Sappiamo bene che non sempre sarà possibile trovare il tempo e il modo per meditare insieme, ma ci viene richiesto di impegnarci veramente, sinceramente in questo esercizio che deve assumere per ogni coppia una propria modalità.
Lui e lei dovranno trovare i momenti più adatti della loro giornata per avvicinarsi allo stesso passo del Vangelo, meditarlo, assaporarne la verità e coglierne gli insegnamenti a loro rivolti, segnarsi eventualmente i pensieri più importanti per poi comunicarseli in un incontro programmato, che può coincidere con la preghiera della sera, o con la breve pausa di lavoro pomeridiana o, almeno settimanalmente, con la domenica.
Importante è la fedeltà a questo che è un lavoro di formazione indispensabile e nello stesso tempo un’occasione di incontro e di comunione profonda.
Così lo Spirito, se ci si pone in ascolto, può agire e plasmare lentamente la coppia a immagine di quella Trinità che l’ha creata con un suo progetto irrepetibile di amore.

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