La dimensione dell’amore tra uomo e donna

Che cos’è questo amore tra uomo e donna?
Esso ha molte dimensioni.
Schematizzandolo alquanto possiamo distinguere tre dimensioni.

In primo luogo va ricordata quella sessuale, l’amore sessuale.
Chi legge la Sacra Scrittura riconoscerà subito che in nessun modo essa parla di una inibizione puritana o di una tabuizzazione innaturale della dimensione sessuale.
La sessualità è dono buono della creazione di Dio, che Dio ha dato all’essere umano per la sua felicità.

Per essere pienamente umana essa ha però bisogno della seconda dimensione: dell’amore erotico, dell’essere personalmente colpiti, dell’essere affascinati e incantati da un partner.
La gioia per il fatto che l’altro c’è, che lo si è trovato e l’essere colmi di gioia per il fatto di poter stare insieme con lui/lei.
Solo se la sessualità è inserita in questo amore complessivamente umano essa è autenticamente degna dell’uomo.

Ma c’è anche un’ulteriore dimensione: mentre l’eros si volge alla amabilità del partner, è da lui attratto e reso felice, l’agape ( questa è nel Nuovo Testamento la parola greca per indicare l’amore in senso strettamente cristiano) non è un amore che cerca la propria soddisfazione e la propria felicità, bensì amore che dona.
Essa non vuole rendere felice se stessa, ma l’altro e proprio in questo trova la propria felicità.
Essa non vuole avere, ma esserci per l’altro.
Essa è unita a dedizione e sacrificio.
Qui vale: chi cerca la propria vita la perderà.
Chi però la perde liberamente, costui in verità la troverà.

Le tre dimensioni dell’amore formano un tutt’uno.
Senza l’amore sessuale l’amore erotico e l’amore oblativo sarebbero vuoti; senza l’amore erotico e senza l’amore oblativo l’amore sessuale dell’essere umano sarebbe privo di dignità.
Esso infatti non accoglierebbe l’altro nella sua dignità umana, ma ne abuserebbe come mezzo di piacere.
Senza l’amore oblativo l’amore puramente erotico sarebbe però instabile, vagabondo.
Sull’ero soltanto non è possibile costruire nessuna duratura relazione tra partner.
L’integrazione della sessualità nella totalità della persona umana è ciò che si intende quando si usa la parola fuori moda, in realtà però sommamente attuale, di castità.
La castità non significa affatto la repressione o il disprezzo della sessualità umana, significa piuttosto uno sforzo spirituale per proteggere l’amore contro i rischi di egoismo e aggressività e per portarlo così al suo pieno sviluppo.

Da questa concezione personale e globale della sessualità umana deriva un’importante conseguenza, che è di fondamentale rilevanza per tutto il resto: l’amore si realizza nella fedeltà.
Amare un’altra persona significa accoglierla e affermarla assolutamente nella sua i8ncondizionata dignità personale.

L’amore dice: io voglio che tu ci sia; è bene che tu ci sia!
L’assolutezza della dignità della persona umana esige l’amore incondizionato, ossia senza riserve e totale, richiede la fedeltà nell’amore.
La dedizione reciproca nell’amore non sopporta alcuna limitazione né riserva.
Non si può amare finché si pensa a qualcosa d’altro.

A Colonia papa Benedetto XVI ha detto: “Non si può vivere soltanto per prova, non si può morire soltanto per prova.
Non si può amare soltanto per prova, accogliere una persona soltanto per prova e a tempo”.

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