La coppia umana Trinità creata

Il libro del mese di luglio


Come indica  espressamente  il titolo, questo lavoro vuol essere  essenzialmente incentrato sulla coppia umana ed  essere come un trattato di gamologia, cioè un saggio antropologico e sessuologico sul coniugio, anche se la coppia umana viene qui prospettata, come indicato dal sottotitolo, nella sua origine e struttura di creatura divina.
E’ infatti il riferimento  alla creazione della coppia umana, voluta ed operata da Dio come sua immagine, che  suggerisce e giustifica la dimensione umana e teologale, quindi  te-andrica, cioè divino-umana dello statuto coniugale.  Dimensione che  solitamente è ignorata e trascurata nei trattati di antropologia sessuale e più specificatamente in quelli inerenti alla coniugalità  sia perché questa dimensione tocca il mistero insondabile di Dio e dell’uomo, sia perché il peccato di origine l’ha talmente offuscata da renderla quasi irriconoscibile e, senza una grazia speciale, impossibile da realizzare.
D’altra parte  sappiamo che per avere “una buona conoscenza dell’uomo, dell’uomo vero, dell’uomo autentico, è necessario conoscere prima Dio” (PaoloVI) in quanto Dio è il modello esemplare della creatura umana.
Se riconosciamo e diamo per scontato che la coppia umana non si è fatta da sé,  ma è stata creata da Dio come potremmo diversamente sapere in quale modo, con quale struttura e per quale destino è stata fatta  se non rifacendosi al suo momento originario creaturale  ed interpellando, se possibile,   l’autore di tale opera?
Poiché le Sacre  Scritture sono una comunicazione, una autorivelazione, unica e completa del mistero di Dio e dell’uomo che, per essere stato creato a sua immagine e somiglianza è a Lui irriducibilmente consociato, non possiamo, per avere il disvelamento del mistero strutturale dell’uomo e della sua originaria vocazione coniugale, oggetto specifico e primo di questo  lavoro di ricerca e di riflessione gamologica, non rifarci a quanto ci viene indicato autorevolmente dal testo biblico.
Noi cattolici crediamo che nel  testo organico e conchiuso, quindi immodificabile della Bibbia ci sia la possibilità di trovare adeguate risposte alle problematiche sollevate dal nostro attuale contesto culturale, anche a proposito della coniugalità, purchè  si sappia leggere con occhi limpidi, sine glossa, senza certi condizionamenti di una tecnica interpretativa storico-critica che può  portare persino al rifiuto di significati letterali, di chiare asserzioni bibliche quali autentiche parole di Dio, secondo la formulazione ispirata da Dio stesso per garantire la comunicazione vera e la autorevole rivelazione dei suoi divini voleri e progetti.
Anche se in questo lavoro apparirà preponderante il riferimento al testo biblico della Sacra Bibbia nell’edizione della CEI, con le note e i commenti della celebre  Bible de Jerusalem per avere il giusto  suggerimento trascendente e religioso alla trattazione , l’intento non vuol essere però limitato a  uno studio teologico o filosofico, che esulerebbe dalle mie competenze professionali, che sono propriamente biologiche e sessuologiche, ma quello più modesto di una attenta analisi antropologica e sessuologica dei dati che culturalmente oggi si offrono all’analisi e alla valutazione dello statuto coniugale, sulla base di quanto viene detto o suggerito dalla parola di Dio a riguardo della coppia umana.
Oggi è messa in questione la tradizionale concezione antropologica fondata, come nella filosofia antica, greco-ellenistica, sulla persona intesa come sostanza, come essere sussistente in sé e per sé, in quanto non  sono più accettabili le definizioni di persona come “ una realtà distintasussistente in una natura intellettuale” (S. Tommaso), come “ una esistenzaincomunicabile di natura spirituale” (Riccardo di S. Vittore), come “una sostanza individua di natura razionale” (Severino Boezio), per una svolta, un cambio di paradigmi antropologici ritenuti più coerenti e propri di una ontologia relazionale, dell’intersoggettività  secondo cui la persona viene intesa come un essere il cui atto massimamente  perfettivo è la relazione di amore interpersonale, il suo essere è “per”, “con” l’altro. Come la definisce Martin Buber, “persona è poter dire di sé “Io” e dell’altro “Tu” per dire insieme “Noi”; in altri termini la persona è “un Io che si apre al Tu per costruire il Noi.
Il mio lavoro vuol essere, dunque, semplicemente un tentativo di saggiare ed applicare alla coppia queste nuove categorie chiavi di una ontologia relazionale che trovano il loro fondamento teologico nella communio personarum  di matrice trinitaria, contribuendo così a prospettare una nuova “antropologia iconica” la cui categoria fondante è quella dello stato coniugale quale immagine di Dio-Trinità.
Una siffatta impostazione non deve meravigliare il lettore, perché il messaggio della Chiesa Cattolica, quale è descritto dal Concilio Vaticano II  si muove proprio in questa direzione, additando l’accettazione e l’approfondimento di una nuova antropologia di tipo trinitaria e cristocentrica.
Gesù Cristo, infatti, disvelando il mistero di Dio Uni-Trino ed il mistero dell’uomo, si pone,  in quanto nel contempo Figlio di Dio e nuovo Adamo, come “l’immagine”, il modello esemplare e causale  di una vita umana che non può che essere solo a dimensione trinitaria, come Lui stesso l’ha vissuta e ce l’ha rivelata.
Trattandosi di  imboccare piste nuove, in parte impervie e non ancora del tutto esplorate e tanto meno collaudate dall’esperienza ecclesiale, questo  studio, anche se potrà sembrare per alcuni aspetti difficile da cogliere e da accettare, vuole  essere un saggio di elementari, suggestive riflessioni  che dovranno essere  certamente riprese, completate e sistematizzate se si vuole che diventino una guida pratica capace di una adeguata formazione  alla intima communitas vitae et amoris coniugalis sul modello divino, pericoretico, trinitario, come è postulato dalle linee programmatiche dei testi conciliari del Vaticano II.

E’ disponibile un estratto del libro al seguente collegamento:

Lascia un Commento

Devi aver fatto il login per inviare un commento

Subscribe without commenting