La coppia nella chiesa

La Chiesa ha una particolare attenzione nei confronti della vocazione religiosa celibataria, legata al sacerdozio, alla vita monastica e, in genere,  a quella consacrata.
Questo ci fa pensare alla vita coniugale cristiana, che pur essendo fondamentalmente religiosa  richiederebbe un  ripensamento e un chiarimento in tal senso.
Non soltanto la vocazione religiosa è quella che approda alla vita celibataria consacrata, ma anche gli sposi, con il loro sacramento, sono chiamati a vivere una realtà, uno stato di vita religiosa.
Per riflettere meglio su questo argomento vediamo alcune giustificazioni di questa affermazione.
Nella Chiesa si dice che tutti i Cristiani, battezzati, trasformano il loro matrimonio, automaticamente, in sacramento, una grazia che viene loro data per avere la capacità di viverlo in una dimensione religiosa.
Da tempo, nella Chiesa, si è considerata la categoria degli sposi che hanno ricevuto il sacramento come un ordine ecclesiale.
Il Papa San Gregorio Magno riconosceva già nella Chiesa diversi ordini: l’ordine dei pastori, l’ordine dei celibi, l’ordine dei predicatori, l’ordine degli sposati, quindi questo è un riconoscimento che implicitamente è già stato posto.
Il Concilio Vaticano II poi parla dei coniugi cristiani che, in virtù del loro sacramento, hanno uno stato di vita e una loro collocazione, un loro ordine, nell’ambito ecclesiale.
Il Catechismo della Chiesa cattolica parla, al proposito, addirittura di un ordine con diritti e doveri nella Chiesa.
Questo stato categoriale è determinato dallo stato di vita che esige il sacramento del matrimonio.
Qui, allora, appare il profilo della vocazione coniugale di chi è chiamato ad entrare in un particolare stato di vita religiosa, che si può dire consacrata, nel senso che fa vivere ad un livello sacro tutta la dimensione coniugale.
Sentirsi appartenenti ad un ordine particolare della Chiesa è molto importante perché impegna a vivere secondo uno stato religioso riconosciuto e a precisare meglio i suoi contenuti, che sono in gran parte ancora da scoprire e da valorizzare.
Vorremmo lavorare a questo scopo, per un riconoscimento e un approfondimento del sacramento del matrimonio nel suo duplice aspetto umano e divino, per giungere a testimoniare più chiaramente l’amore di Dio in mezzo agli uomini.

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