La casa della gioia – estratto –

Non è da tutti mantenersi sempre sorridenti.
Tenere alto il morale ogni giorno della propria vita, quando non solo le fatiche e le sofferenze, ma semplicemente la noia della banale quotidianità potrebbero incrinarlo è forse più difficile che mostrarsi sereni nei momenti critici.
Eppure in casa Ugenti capita anche questo.
All’alba di ogni giorno, nel cuore di Teresa e Francesco, si rinnova l’impercettibile miracolo della gioia, della lode a Dio e della speranza cristiana, che con logica naturalezza si trasmette anche ai loro figli.
Quale infallibile ricetta si nasconde dietro questa loro capacità di conservare il sorriso, anche quando sarebbe più semplice abbandonarsi alla sfiducia, alla noia, alla fatica? «Si alzava molto presto per andare a Messa e quando ritornava diceva: – Sono con il Signore e Lui è con me – », ricorda la nipote Domenica a proposito della zia.
Eccolo qui, il segreto dei coniugi Ugenti: la gioia è il frutto della loro sincera amicizia con Gesù. Teresa mostra di averne addirittura la prova, quando confessa: «Quando, per ragioni di tempo, manco qualche giorno dalla chiesa, mi sento sconfortata e squilibrata.

Invece, quando vado, mi sento contenta e felice». In fondo, per Teresa come per Francesco, la certezza che solo da Gesù discenda il dono della serenità autentica è un’eredità antica, accantonata con le prime esperienze di vita: «Mi sentivo tanto attaccata alla preghiera e contenta», ricorda Teresa a proposito della sua infanzia.

La loro, comunque, non è una gioia semplicistica e automatica, quasi che l’amore a Gesù sia la moneta da pagare per ottenere, in cambio, la giusta dose di allegria quotidiana. Basterebbe la fiduciosa serenità con cui i coniugi Ugenti affrontano le numerose prove della loro vita, anche le più dure, per garantire che non sono ingenui, né illusi, né, tantomeno, superficiali.
Al contrario: essi possono sorridere perché non hanno basato la loro speranza sulle vane certezze del mondo, ma sulle infallibili promesse del Ciclo. «È il Signore che sa dare le vere gioie», scriverà mamma Teresa.
Quelle che assaporiamo quaggiù sono solo un assaggio di quanto gusteremo: «Un po’ alla volta anche noi ci conquisteremo il paradiso.
Quelle sono le vere gioie. Io penso che il paradiso è un riposare delle anime».
Infatti: «La festa che noi non vediamo ora e che non finisce mai è la santa eternità.
Tutto finisce presto, ma l’eternità non finisce mai. Che potenza ineffabile!».
Ecco perché non c’è da abbattersi nella prova, né da esaltarsi nei successi, come fa Teresa: «Sono molto felice e contenta, ma non credo che nelle gioie del Paradiso»54.
Così, con lo sguardo fisso al Cielo, convinta che solo quella sia la meta da perseguire, la famiglia di Francesco gode, nella sua casa, di un anticipo della festa divina.

 

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