L’amore e l’ecclesialità domestica di Nazaret

Abbiamo tra le mani un bel libro, scritto, con la solita maestria, da Monsignor Sequeri e dedicato a Charles de Foucauld.

Ha suscitato soprattutto la nostra attenzione il suo sottotitolo, che dice: “Il vangelo viene da Nazaret” e indica la personale angolatura da cui viene vista ed esposta dall’autore la singolare esperienza di vita del santo.

Indubbiamente Charles de Foucauld presenta caratteristiche tali, umane e religiose, da fare di lui un personaggio interessante, portatore di esigenze ed esperienze nuove.

I santi in realtà, come interpreti e rivelatori agli uomini di un aspetto particolare di Dio, sono sempre “nuovi”, perché lo attualizzano per i loro contemporanei.

Maestri e, ancor più testimoni, secondo la ben nota richiesta di Paolo VI, essi diventano amici e compagni di viaggio del nostro tempo e guida alla nostra ricerca.

Ora il monaco Carlo di Gesù, l’eremita del deserto Sahariano, che cosa ha da dire all’amore di coppia, all’esperienza che ci riguarda?  

A prima vista sembrerebbe lontano dalla nostra problematica, ma la lettura di questo libro ce lo fa sentire vicino e significativo, proprio per quegli elementi umani che vengono messi in luce.

La chiave interpretativa della ricerca operata dall’autore viene da lui stesso indicata come: “l’intuizione dello splendore cristiano del mistero di Nazaret”.

Dire Nazaret vuol dire vita quotidiana, vita di silenziosa intimità familiare, priva di ogni miracolismo e magniloquenza.

La sproporzione esistente tra i trenta anni di vita nascosta e i tre anni di vita pubblica di Gesù richiama la nostra attenzione sull’importanza e sul significato del primo lungo periodo, che non è, come spesso si intende, semplicemente preparatorio alla attività successiva, ma ha un suo valore intrinseco, mirabilmente compreso e vissuto fino in fondo dal nostro santo.

A noi che viviamo l’amore coniugale come condizione essenziale di vita, nella umiltà e nelle concretezza della fatica di ogni giorno, viene detto che questo è il luogo privilegiato del nascondimento-rivelazione del Dio incarnato.

Ci siamo ritrovati nella stessa inquietudine di Charles de Foucauld, che passa, senza trovare dove posare il capo, attraverso tante esperienze religiose nelle diverse istituzioni ecclesiali, cercando risposta alla sua profonda esigenza di essenzialità e tentando soluzioni atipiche, non collaudate, scrivendo in continuazione regole di vita per sé e per suoi eventuali discepoli senza mai vederle in atto…

Spoglio di ogni sicurezza umana, esposto ai dubbi e alle vicissitudini comuni “laiche”, compresi gli spostamenti di abitazioni e di luoghi, egli non ha visto nessuna grande realizzazione dei suoi ideali, ma ha tracciato, in silenzio, una strada di ricerca spirituale che può essere percorsa da ogni uomo, da ogni coppia, sinceramente in ricerca di Dio.

L’amore coniugale, protagonista della semplice vita “normale” di ogni famiglia, può così modellarsi sull’esempio di Nazaret  “scuola di santità”.

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