L’ Amore e la metafora dell’immagine

Con la metafora dell’immagine ci è possibile cogliere la corrispondenza tra l’umano e il divino, tra la corporeità e lo spirito, tra la sessualità e la relazionalità divina che sappiamo dalle fonti scritturistiche essere espressa e manifestata dallo Spirito Santo; è possibile perché l’una cosa, l’umano, si presenta come immagine,come figura riflessa, simbolica, dell’altra, il divino.

Basta allora guardare con occhio intelligente e illuminato dalla parola rivelata ciò che è visibile, ciò che si constata, ciò di cui abbiamo una certa diretta esperienza perché è parte del nostro vivere quotidiano, per avere un rimando al divino, a ciò che costituisce l’essenza, il valore, la verità di ciò che in realtà siamo e siamo chiamati ad essere.

Il corpo, e per esso l’essere umano, è prospettato come immagine somigliante di Dio proprio in quanto va inteso come materia creata per essere accogliente, riproducente e riflettente la natura e l’essenza di Dio.

“Sì, Dio ha creato l’uomo per l’immortalità, lo fece a immagine della propria natura” (Sap. 2,23)

La natura umana, cioè il modo di essere, la struttura, lo statuto del corpo, dell’essere dell’uomo, non può, dunque, che essere, per la metafora dell’immagine, analoga, corrispondente,simile alla natura di Dio, al modo di essere di Dio.

Se Dio è per natura, nella sua essenza, Spirito, anche l’essere umano, il corpo dell’uomo, per la somiglianza dovuta allo statuto dell’immagine, deve essere in qualche modo di natura e di essenza spirituale, in funzione alla vita dello spirito.

Come dice Balthasar, il corpo deve essere considerato come “un fenomeno di confine”, sia pur misterioso, tra la materia e lo spirito, una materia spirituale, un corpo che vive dello spirito, agisce mosso dallo spirito.

Sullo sfondo di questa considerazione, di ordine generale, che ci viene imposta dallo statuto dell’immagine, cioè di una profonda corrispondenza che deve esistere tra l’umano e il divino, vediamo di entrare ora nel vivo del mistero riguardo alla dimensione umana della sessualità e dell’amore.  

Sappiamo che Dio è un sistema di relazioni personali, intimamente tra loro collegate in modo che nessuna possa essere a sé stante, ma ciascuna si diversifichi nel modo di realizzare la sua natura, cioè si distingua per il suo specifico movimento di relazione all’altro, che riporta all’Uno, in cui le Persone coesistono senza confondersi, e questo è il mistero della Trinità divina.

Così è stato creato e strutturato l’essere umano, in virtù dello statuto dell’immagine, cioè come un analogo, corrispondente, sistema di relazioni, di correlazioni unificanti.

E’ la connotazione distintiva sessuale della corporeità dell’uomo e della donna che presuppone ed esige che si attui una reciproca relazionalità integrativa unificante, perché non avrebbe nessun senso la maschilità senza il rimando alla femminilità, e viceversa.

La corporeità distinta sessualmente in maschio e femmina è per l’essere umano, la condizione pregiudiziale e fondamentale per vivere, sul modello divino, quella inter-relazionalità che porta ciascuna persona a trovare la sua identità e la sua piena attuazione nel rapporto con l’altro.

La differenza sessuale fonda il dinamismo, fa la correlazione, crea la reciprocità, perché nella coppia ciascuno non ha come fine se stesso o l’altro, ma lo ha nella relazione, nel dialogo, nella unione unificante.

L’unione sessuale, culmine della relazione, non si limita infatti all’accostamento di due soggetti, ma arriva a creare l’unità ontologica, la fusione senza confusione dei due relazionanti nella identità nuova dell’”unum”, della noità, che è l’unità comprensiva delle due distinte relazionalità.

E’ lo stesso Spirito che, dimorando nell’uomo e nella donna, si esprime nella esperienza della relazione amorosa unificante e la dirige alla analogia della relazione amorosa divina, perché Lui è, per natura, nella sua sostanza, l’amore di Dio in persona, ed è stato intenzionalmente iscritto, riversato, nei nostri cuori, con abbondanza e senza misura, affinchè l’uomo fosse simile a Dio, secondo il mirabile progetto della creazione.

 

Lascia un Commento

Devi aver fatto il login per inviare un commento

Subscribe without commenting