Il Padre Nostro degli sposi

“Obbedienti alla parola del Salvatore e formati al suo divino insegnamento osiamo dire: Padre nostro!”
Così il sacerdote invita l’assemblea a rivolgersi a Dio, con un appellativo che suscita insieme tenerezza e timore.
Osiamo dire: “Padre nostro!”
Non solo Gesù Cristo dunque è figlio di Dio, ma anche noi possiamo osare di esserlo, purchè ubbidiamo agli insegnamenti di Lui, del Figlio, che ci vuole figli, in Lui, dello stesso Padre.
Come al momento della consacrazione, così ora gli sposi sentono di doversi stringere l’uno all’altro per presentare a Dio la loro preghiera.
La Chiesa consiglia agli oranti di tenersi per mano per sottolineare il comune legame che li unisce davanti a Dio Padre, a maggior ragione sono l’uomo e la donna, che formano l’unità della coppia, a voler partecipare ora insieme a questa avventura divina, tenendosi affettuosamente per mano.
“Eccoci”dicono con questo gesto “siamo qui insieme come figli ubbidienti, per ripetere le parole che Gesù stesso ha voluto mettere sulle nostre labbra..”
Quale grande amore ci ha dato il Padre, per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente (I Giov. 3,1)
E per questo grande amore che li ha uniti, e che si chiama Spirito Santo, essi chiedono che sia santificato il nome del Padre, che sia riconosciuta la sua santità attraverso la loro santità, che non sia mai profanata dalle genti per colpa della loro inadeguatezza a testimoniarla.
Se accettano che lo Spirito Santo abiti in loro, Egli muove, regola guida, tutta la loro vita, chiedendo di rinunciare al proprio egoismo, all’autosufficienza, ai piani prestabiliti e poi di prendere la propria croce quotidiana nel compimento fedele delle opere che il Padre darà loro da compiere secondo la sua volontà.
Chiedono, con la loro preghiera comune, per sé e per tutti i figli di Dio, il pane quotidiano, il perdono da ricevere e da dare, il sostegno nella tentazione e la difesa dalle arti del maligno.
Ma le mani intrecciate dei due sposi non si lasciano ancora, c’è quasi una difficoltà a staccarsi, perché in questo modo avvertono quasi sensibilmente che l’amore di Dio circola attraverso le loro persone.
Questo legame, reale e simbolico insieme, rimarrà a scaldare il loro cuore anche dopo la celebrazione della Messa, a rinsaldare la loro unione, pur nella dispersione  delle varie attività che li attendono.
Con l’ultima stretta di mano è come si suggellasse il patto stretto davanti all’altare, il giorno del loro matrimonio, e si dà, e si riceve, quella pace che Dio dà agli uomini che Egli ama.

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