Frammenti_cap3

Capitolo III

O Signore, mio Dio, chiamo di giorno,e di notte il mio grido sale a Te.
Giunga a Te dinanzi la mia preghiera,
porgi orecchio al mio chiamare.
sal. 87, 2-3
A Te, o Signore Iddio, volgo i miei sguardi,
in Te mi rifugio, non lasciarmi indifeso.
sal. 140, 8
Guariscimi, o Dio, e sarò guarito;
salvami e sarò salvato; la mia speranza sei Tu.
ger. 17, 14
Mia tutela, a Te rivolto io veglio,
perché Dio è il mio ricetto.
Il mio Dio con la sua bontà mi previene.
sal. 58, 10-11
Ma io intanto sono misero e bisognoso;
o Dio, accorri a me.
Mio aiuto e mio salvatore sei Tu;
Signore, non tardare.
sal. 69, 6

La preghiera deve sempre essere un colloquio con Dio. Non può essere un brusio di parole, ma solo la voce dell’anima che si apre al suo Dio. Molti preferiscono il suono di una preghiera, mai la voce di una preghiera, perché non hanno una vita interiore, non hanno il sentimento di Dio, un pensiero vero su Dio.
Come dice S. Agostino «per colui che ha una vita spirituale, che comprende il suo Dio, che sa da chi è stato liberato, che sa molto bene di che è stato liberato, questa vita stessa è la voce della sua preghiera». E non c’è bisogno di cercare un luogo sacro onde ottenere che la propria preghiera sia esaudita, basta entrare in se stessi perché noi siamo dimore abitate dal Signore e per ascoltare il fondo del nostro essere c’è sempre Qualcuno, c’è Lui, e noi saremo esauditi proprio nel fondo di noi stessi.
Basta invocare Dio trattandolo come Dio e saremo esauditi perché «Egli è pieno di misericordia per coloro che l’invocano».
Noi invece troppo spesso consideriamo Dio come servitore e complice delle nostre passioni, e dei nostri più meschini interessi.
È ancora S. Agostino: «tu invochi ciò che ami, tu invochi ciò che chiami in te (invocare), tu invochi ciò che vuoi attirare in te. Ora se tu invochi il Signore affinché ti venga del denaro, una eredità, una dignità del mondo, ciò che tu invochi in realtà, sono questi beni che tu desideri attirare in te : tu ti fabbrichi un Dio complice delle tue passioni, e non un interlocutore dei tuoi desideri. Tu lo chiamerai buono se ti accorda ciò che vuoi, ma se ciò che vuoi è male, non sarà Egli più misericordioso rifiutandotelo?»… (Non ti smarrire però a questi pensieri e non dimenticare mai che se preghi coi Salmi tu preghi bene perché preghi con le parole di Dio, anche se chiedi di guarire e in fretta).
«Invoca Dio trattandolo come Dio, ama Dio per ciò che è Dio se vuoi essere un amante di Dio, amalo in una sincerità profonda come le midolle delle tue ossa e nella castità delle tue aspirazioni, amalo, brucia per Lui, apriti a Lui; non troverai nulla di più esaltante, nulla di migliore, niente di più gioioso, niente di più stabile… Se tu ami Dio, tu sali al ciclo. Perché il cuore non si innalza come i corpi: un corpo per innalzarsi deve necessariamente cambiare di posto, un cuore per elevarsi basta che cambi la sua volontà».

«La tua misericordia, o Signore, oda le preci dei tuoi servi supplichevoli, e, per poter concedere loro quanto bramano, fa che ti chiediamo quanto Ti piace».
(Oraz. della IX Dom. dopo Pentecoste)
«O benignissimo Gesù, concedimi che sopra ogni cosa desiderabile io riposi in Te e che il mio cuore trovi quiete soltanto in Te. Tu sei la vera pace del cuore, l’unico suo rifugio, mentre fuori di te non v’è che affanno ed inquietudine. In questa pace adunque, cioè in Te sommo ed eterno Bene, io avrò quiete e riposo».
(Imitazione di Cristo lib. 3°, 15,4)


Lascia un Commento

Devi aver fatto il login per inviare un commento

Subscribe without commenting