Frammenti_cap29

Capitolo XXIX

Iddio è per noi Dio di salute; il Signore Iddio fa evadere dalla morte.Sal. 67, 21

Se il Signore non mi porgesse aiuto, fra poco giacerei nel silenzio della morte.
Quando dico: «II mio piede vacilla», la tua bontà, o Signore, mi sostiene.
All’affollarsi de’ miei interni affanni, le tue consolazioni mi deliziano l’anima.
Sal. 93, 17-19

Perché presso di Te sta la sorgente della vita e nella tua luce vediamo lume.
Continua il tuo favore a chi Ti riconosce, e la tua beneficenza ai retti di cuore.
Sal. 35, 10-11

E noi non ci staccheremo più da Te! ravvivaci e invocheremo il tuo Nome.
O Signore, Dio degli eserciti, ristoraci; rasserena il tuo volto e saretn salvi.
Sal. 79, 19-20

Come la fiducia porta naturalmente alle medicine ed è la premessa logica che ci fa iniziare e continuare l’assunzione ordinata di tutti i mezzi medicali più idonei alla guarigione, così la fede è la premessa per avvicinarci a Cristo, è la prima attitudine che dobbiamo avere per iniziare e compiere la nostra salvezza. «Chi crede in Cristo, dice S. Agostino, tocca il Cristo» (Vedi l’emorroissa in Lc. 8, 43-48) e questo contatto diviene, per le anime che hanno fede in Lui, sorgente di vita. E di più dice S. Paolo: «Per la fede Cristo abita nei nostri cuori» (Ef. 3, 17). Ma Gesù Cristo ha però istituito anche alcuni mezzi, appropriati alla condizione umana, che, quali principi di vita soprannaturale, sono atti a rendere gli uomini vivi della sua vita divina. Questi mezzi, sono da considerarsi come vere medicine perché contengono energie speciali, producono effetti particolari ben determinati, conformi al fine per cui ciascuno è stato istituito; sono vere medicine perché tutti, con modalità propria, attingono a Cristo, derivano da Lui, ci incorporano a Lui, lo fanno agire in noi.
Con questi mezzi, che sono i sacramenti, ciascun uomo può e deve così in via ordinaria, trovare infallibilmente la vita divina, di cui Gesù Cristo è ricolmo e di cui vuoi farci parte; «sono venuto perché abbiano la vita». La vita di Cristo scorre così nelle nostre anime per mezzo di questi canali. «Se qualcuno ha sete venga a me, e beva». (Giov. 7, 37).
Poiché chi beve l’acqua che io do non avrà mai più sete, e quest’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente zampillante che lo farà vivere fino alla vita eterna. (Giov. 4, 13).
I sacramenti sono perciò le nostre medicine singolarmente sicure, cariche di vita divina, e volute da Gesù Cristo come i mezzi obbligati e normali di salvezza. Non apprezzarne il loro valore, la loro ricchezza, e la loro fecondità è rifiutare il «dono di Dio».
Allora la fede è veramente l’inizio della salvezza ma da sola non basta perché «colui che crederà e sarà battezzato sarà salvo» (Me. 16, 16), «Nessuno, se non rinasce dall’acqua e dallo Spirito può entrare nel regno di Dio» (Giov. 3, 5),
La prima infusione in noi della vita di\vina che opera una vera rigenerazione, (« l’uomo vecchio è sparito, ecco, è sorto il nuovo» (2° Cor. 5, 17 «essendo stato creato di nuovo in Cristo Gesù» (Ef. 2°, 10) è infatti il Battesimo, primo tra i sacramenti
Ma poiché questa vita nuova dataci con il battesimo, esplica la sua attività attraverso una natura che fu strumento del peccato e dal quale venne rovinata e resa incline al male, il Signore che conosceva troppo bene questa fragilità umana ha istituito il sacramento della Penitenza, perché, come un secondo Battesimo, ci togliesse tutti i nostri peccati attuali e ci ridonasse ancora e sempre la sua grazia.
Ogni sacramento dovrà essere allora conosciuto, apprezzato e utilizzato perché tutti concorrono a realizzare in noi «la statura dell’uomo perfetto, la pienezza dell’età di Cristo». (Ef. 4, 13).

«O Signore, che conosci come noi, messi in tanti pericoli, per la fragilità umana non possiamo sostenerci; dacci la salute dell’anima e del corpo, affinché possiamo superare con la tua grazia quanto soffriamo in causa dei nostri peccati»,
(Oraz. della XIV Dom. dopo Pentecoste)


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