Frammenti_cap28

Capitolo XXVIII

Salvami, o Dio,perché mi arriva l’acqua alla gola;
mi trovo immerso in profondo pantano senza punto d’appoggio;
sono sceso in fondo all’acqua e la corrente mi travolge.
Sono stanco di chiamare, ho secche le fauci,
ho consumato gli occhi in attesa del mio Dio.
Sal. 68, 2-4

Io perciò, a Te grido, o Signore,
e al mattino Ti viene incontro la mia preghiera.
Sal. 87, 14

I miei occhi si struggono dal dolore; T’invoco, o Signore, tutto il giorno, tendo verso di Te le mie mani.
Sal. 87, 10

Signore, io T’invoco; vieni presto a me; ascolta il mio grido, quando t’invoco.
Si levi a Te la mia preghiera qual incenso, le mie palme alzate qual oblazione vespertina.
Sal. 140, 1-2

Ogni timore e preoccupazione per la validità della nostra preghiera scomparirà quando avremo la certezza della presenza di Cristo nella nostra personale preghiera. E’ per questa realtà che non si può mai dimenticare l’unione nostra di membra al Cristo, capo, che la nostra preghiera diventa una sola preghiera con quella di Cristo.
«Se si sa di appartenere al Corpo di Cristo, ci dice S. Agostino, si deve contemporaneamente dire: ‘è il Cristo che parla e sono io che parlo’». «Ho gridato verso il Signore, io Corpo di Cristo, e unità di Cristo, nell’angoscia, nella nausea, nei tormenti, nella prova della mia pena.
Questo uomo unico, unità raccolta in un sol Corpo, grida verso Dio dall’estremità della terra nella angoscia della sua anima».
La nostra preghiera, senza cessare di essere personale, si trasforma nel Cristo in preghiera universale, preghiera di tutti gli uomini, preghiera di tutti i tempi.
«Non pensare che dopo aver detto: ho gridato verso di te, tu abbia finito con questo grido. Tu hai gridato, ma non ti credere troppo presto in riposo. Quando la prova tocca la sua fine, anche il grido tocca il suo fine; ma la prova del corpo di Cristo, la Chiesa, durerà in realtà fino alla fine dei tempi. Ecco perché non basta dire: ho gridato verso di te, esaudiscimi, ma ancora: sii attento alla voce della mia supplica, perché è tanto tempo che grido verso di te».
«Tu hai gridato nei giorni della tua vita, la tua vita è passata; un altro ti ha succeduto e ha gridato durante la sua vita; tu qui, un altro là, un terzo altrove; è così che il corpo di Cristo grida continuamente, le sue membra scompaiono e si succedono.
|Come un sol uomo si estende fino alla fine dei tempi. Gli stessi membri di Cristo elevano le loro grida, alcuni riposano già in Lui, qualcuno grida oggi, altri grideranno quando noi stessi saremo nel riposo e, dopo quelli, altri ancora.
Che fa l’unità di tutte queste preghiere è sempre il Cristo: è come la voce di un nume di preghiere che non cessa il suo rumore e di cui le generazioni successive di fedeli sono le onde di un momento».

«O Spirito d’Amore, Tu sei il fonte cui anelo, il desiderio del mio cuore.
Oceano riboccante di acque, assorbì questa minima goccia errante che desidera uscire da se stessa per entrare in Te. Tu sei l’intera unica sostanza del cuor mio ed a te aderisco con tutto il fervore. Oh, che amabile unione! Veramente questa familiarità con te è più apprezzabile della stessa vita; il tuo profumo è come balsamo di propiziazione e di pace».
(S. Geltrude)


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