Frammenti_cap27

Capitolo XXVII

Metti le tue delizie nel Signore;
ed Egli ti darà ciò che domanda il tuo cuore.
Affida al Signore la tua via a Lui t’affida e farà Lui.
Sal. 36, 4-5

Io levo il mio sguardo ai monti; donde può venirmi l’aiuto?
L’aiuto mi viene dal Signore, Fattore del ciclo e della terra.
Non ti lasci vacillare il piede, non chiuda occhio il tuo custode.
No, non chiuderà occhio, né dormirà,
Il Custode d’Israele.
Il Signore è il tuo custode, Egli ti protegge, standoti alla destra.
Di giorno non ti colpirà il sole né la luna di notte.
Il Signore ti guarderà da ogni male, custodirà la tua vita.
Il Signore ti proteggerà nell’andare e nel venire, da ora e per sempre.
Sal. 120, 1-8

Certo è buono Iddio verso il giusto, il Signore verso le anime rette!
Sal. 72, 1

Dopo aver pregato, a noi non rimarrà altro che abbandonarci a Dio sicuri che Egli ci darà più di quanto avremo domandato perché «Dio è più grande del nostro cuore e conosce tutte le cose» (1° Giov. 3, 20).
Dio però ci esaudirà al momento opportuno, e ci darà solo ciò di cui avremo veramente bisogno. Se succede a volte che si esprima a Dio il desiderio di qualche cosa e che Egli non la conceda, è perché Egli, che si prende cura di noi, conosce tutto e sa quindi se è utile ed opportuno concederla. Ma accade che non sia esaudita una domanda veramente legittima e giusta, mentre un’altra domanda ingiusta può anche venire esaudita.
Teniamo per certo che, quando Dio ci rifiuta qualche cosa, lo fa perché i suoi doni non diventino per noi degli ostacoli. San Paolo chiedeva certamente i il giusto quando pregava di essere liberato dalla ; sua spina nella carne, dallo spirito di Satana che lo percuoteva; tuttavia egli non ottenne ciò che domandava perché quello era il momento per lui di provare la sua debolezza e non di essere appagato. (2° Cor. 12, 7-9). «Ti basta la mia grazia – gli disse Dio -perché la mia forza trionfa nella debolezza». Il demonio a sua volta domandò di mettere Giobbe alla prova e lo ottenne. Dobbiamo riflettere molto su questo mistero, esaminarlo profondamente e non dimenticarlo mai, perché le prove su questa terra non ci mancheranno! L’apostolo prega e non ottiene nulla, il demonio prega e ottiene. Ma l’apostolo non ha ottenuto nulla affinché progredisse nella perfezione, il demonio ha ottenuto per propria rovina.
Impariamo dunque a non mormorare mai contro Dio e, se ci accadrà di non essere esauditi, non cessiamo di ripetergli ugualmente il nostro ringraziamento e la nostra lode.
Dio in realtà non abbandona anche quando sembra abbandonarci. Egli ci toglie ciò che abbiamo torto di desiderare, e ci insegna ciò che è bene chiedere.
Se Dio esaudisse sempre le nostre domande di beni terreni, se noi avessimo tutto in abbondanza, non soffrendo nel corso di questa vita mortale alcuna prova, alcuna indigenza od angoscia, finiremmo per pensare che Dio non destini ai suoi servitori dei beni più grandi di quelli della terra, e noi stessi non proveremmo alcun desiderio di riceverne di più grandi dalle sue mani; Dio dunque mescola a questa vita ingannevolmente dolce l’amarezza delle prove per sospingerci alla ricerca di un’altra vita, la dolcezza della quale è ben diversamente forte e sana (S. Agostino).

O Signore, chi potrà mai farci intendere quanto sia vantaggioso gettarci fra le tue braccia e stabilire con te questo patto: io mi curerò di te e Tu ti curerai di me; Tu veglierai i miei interessi ed io i Tuoi?
Che cosa sono senza di te, o Signore? Che cosa valgo, se non sono unita a te? E dove vado a finire, se anche per poco mi allontano da te?
(S. Teresa di Gesù)


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