Frammenti_cap24

Capitolo XXIV

Signore apre gli occhi ai ciechi,
il Signore  raddrizza  i  curvati,
il Signore  ama  i  giusti,
il Signore protegge i forestieri,
mantiene l’orfano e la vedova
e sventa le mene dei malvagi.
sal.   145,  8-9
Egli risana i cuori affranti
e   ne   fascia   le  piaghe.
sal.  146, 3
Mandò la sua parola per guarirli
e per strapparli dalla rovina.
sal.  106, 20
Formami,  o  Dio,  un  cuor puro, e infondi in me un nuovo spirito costante.
Non mi scacciare dalla Tua presenza, e il Tuo santo spirito non mi ritogliere.
Ridonami la gioia della Tua salute e  con  magnanimo spirito  sostienimi.
sal. 50, 12-14

Affinché possiamo sperare dal Signore la salvezza e la guarigione è necessario conoscere inoltre sempre più a fondo le opere che Dio, che Cristo ha compiuto e compie per l’uomo.
La salvezza che Cristo opera è essenzialmente una liberazione dal male, cioè dal peccato e dalle sue conseguenze, e il raggiungimento del bene, il bene messianico, cioè il regno di Dio e la vita eterna in cui si attua la felicità perfetta. In altre parole la salvezza che Cristo opera è la guarigione dell’uomo, ma di tutto l’uomo, anima e corpo. Cristo infatti è venuto per guarire con potenza e magnanimità i malati, per salvare le pecorelle perdute, per i bisognosi dell’anima e del corpo, insomma per coloro che hanno bisogno del suo aiuto e lo desiderano. «Non hanno bisogno del medico i sani, ma i malati. Io non sono venuto a chiamare a penitenza i giusti, ma i peccatori» (Le. 5, 31). Perciò ha saziato di beni gli affamati e ha rimandato a mani vuote i ricchi» (Le. 1, 53). E la prova della autenticità della sua figura di Salvatore atteso, l’ha data così: «andate a riferire quel che avete udito e veduto. I ciechi vedono, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono mondati, i sordi odono, i morti risorgono, si annuncia ai poveri il vangelo» (Mt. 11, 4-5).
Cristo è così l’unica vera medicina per l’uomo perché distrugge la causa di ogni male: il peccato. Egli guarisce l’uomo spiritualmente e questa guarigione diviene la causa delle guarigioni corporali. Infatti ogni guarigione operata da Cristo (e il vangelo è pieno di racconti di guarigioni sia individuali che collettive), ha sempre questo significato di un segno del legame che unisce a Dio. Anche oggi le guarigioni miracolose sono sempre frutto di un incontro col divino.
Cristo è medicina perché entrando nell’uomo e unendosi a lui, gli partecipa il suo spirito. Lo spirito di Cristo è lo spirito di Dio e viene donato all’uomo quale grazia. L’uomo è così guarito da Cristo, e fatto creatura nuova. L’uomo nuovo avrà lo spirito di Cristo e vivrà per conseguenza della sua vita; avrà così, per il Cristo, in sé la vita; «Io sono la vita».
Ogni malato dovrà allora guardare e sentire Cristo come vero ed unico suo Salvatore e rivolgersi a Lui con questa fiducia: «se brami guarire dalle ferite: Egli è il medico; se il bruciore della febbre ti assale: Egli è la fonte; se le colpe ti rimordono: Egli è il perdono; se hai bisogno di aiuto: Egli è la forza; se la morte ti fa paura: Egli è la vita; se aneli alla patria celeste: Egli è la via; se le tenebre ti sgomentano: Egli è la luce; se hai fame di certezza: Egli è la verità; se ti necessita il cibo che sazia: Egli è il pane che nutre; dove è Cristo, ivi è tutto; dove è Gesù, ivi è la pace». (S. Ambrogio).

«Dio onnipotente ed eterno, consolazione degli, afflitti e forza dei travagliati, fa che le preghiere di quanti ti invocano nel dolore giungano fino a Te, affinché tutti possano, nelle loro necessità, esperimentare il soccorso della Tua misericordia».
(Oraz.  del Venerdì  Santo)


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