Frammenti_cap2

Capitolo II

Abbi di me pietà, o Signore, perché sono alle strette;
si consuma dal cruccio l’occhio mio,
l’anima mia, le mie viscere.
Davvero si logora nel dolore la mia vita,
tra i gemiti gli anni miei;
si  spengono le  mie forze nell’afflizione,
e le mie ossa si consumano
fra tanti miei nemici.
SAL. 30, 10-11

Sii Tu, o Dio, il mio aiuto;
Tu, o Signore, il Sostegno della mia
sal.  53

Porgi orecchio, o Signore, esaudiscimi,
perché afflitto e misero san io.
Conserva l’anima mia, perché san pio,
salva il tuo servo che spera in Te.
Tu sei il mio Dio, abbi di me pietà, o Signore;
perché Ti invoco tutto il giorno.
Allieta l’anima del tuo servo,
perché a Te, o Signore, sollevo l’anima mia;
perché Tu, Signore, sei buono e indulgente,
e pieno di clemenza per chiunque T’invoca.
Ascolta, o Signore, la mia preghiera,
e bada alla voce delle mie suppliche.
Nel giorno della sventura io T’invoco,
perché Tu mi esaudisci.
SAL. 85,1-7

Dio non poteva fare agli uomini un dono più grande di quello del Cristo, contemporaneamente Figlio di Dio e figlio dell’uomo, un solo Dio con il Padre, un solo uomo con gli uomini.
Per questo dono, quando l’uomo si rivolge a Dio, la sua preghiera non può essere separata da Cristo perché come Corpo non può essere disgiunto dal suo Capo. Anzi, poiché Gesù Cristo, Figlio di Dio, è l’Unico Salvatore del suo corpo, è Lui che prega per noi, prega in noi e riceve le nostre preghiere. Egli prega per noi come Sacerdote, prega in noi come nostro Capo, riceve le nostre preghiere come nostro Dio.
S. Agostino così ci esorta: «Facciamo allora che in Lui siamo noi che parliamo e che in noi sia Lui che parli. Cerca di non dire nulla senza di Lui e Lui non dirà nulla senza di te».
Se si sa di appartenere al Corpo Mistico di Cristo bisogna sempre dire che contemporaneamente è il Cristo che parla e sono io che parlo. È a Lui, per Lui, in Lui che noi rivolgiamo le nostre preghiere, noi parliamo con Lui ed Egli parla con noi, noi parliamo in Lui ed Egli dice in noi la preghiera specialmente quando si prega con i Salmi.
S. Agostino infatti afferma che «quando vediamo nel Vangelo che Gesù Cristo ripetè le parole dei Salmi non dubitiamo più che sia Lui che parla nei Salmi, e non è a caso che Egli abbia voluto fare sue le parole del Salmo, Egli voleva insegnarci che era Lui che parlava nel Salmo»-
Così nella Chiesa primitiva i Salmi erano considerati vox Christi; vox totius Christi, capitis et corporis; vox Christi ad Patrem: la parola di Cristo; la parola di Cristo tutt’intero, capo e membra; la parola di Cristo al Padre.
Non si può allora che concludere che se è Lui che parla nei Salmi, è Lui che prega in tutti coloro che pregano coi Salmi.
E questa è la preghiera che io voglio fare.

«O mio Dio, quanto sarei avvilita nella mia debolezza e nullità, se non avessi Gesù Cristo.
Sì, o Gesù, in te possiedo tutto. Tu sei il mio Capo ed io sono realmente un tuo membro; Tu preghi, supplichi, adori e ti umili, ringrazi in me e per me, ed io in te, poiché il membro è tutt’uno col Capo. La tua vita tanto santa e grande assorbe la mia sì vile e meschina».

(b. M. Teresa de Soubiran)


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