Frammenti_cap18

Capitolo XVIII

Amor mi infiamma perché il Signore ascolta la mia supplichevole voce,
Perché piega l’orecchio verso di me nei giorni che l’invoco.
sal. 114, 1-2
Posi ferma fiducia nel Signore, ed egli si piegò a me ed ascoltò il mio grido,
e mi trasse da una tetra fossa, da un pantano fangoso; mi fece mettere piede sulla roccia e raffermò i miei passi.
sal. 39, 2-3
Amate il Signore, o voi tutti suoi devoti. Il Signore conserva le persone fedeli, e ripaga ad oltranza chi fa il superbo.
Confortatevi, e animatevi di coraggio, voi tutti che sperate nel Signore.
sal. 30, 24-25

La causa della nostra speranza è tutta racchiusa in questa realtà: Dio ama me personalmente, si volge a me, ha pietà di me, salva me, figlio della sua ancella. Ma troppo spesso non prendiamo abbastanza coscienza di questa verità, e questo è il motivo per cui l’amore di Dio e la speranza vengono meno, non ci toccano. Siamo inclini a pensare, senza dubbi, che Dio ci ama, ma di un amore lontano, vago, universale, ufficiale, che ingloba evidentemente tutte le creature umane, ma come queste sono innumerevoli, così noi ci sentiamo in mezzo ad esse sperduti, dimenticati, come un uomo nella folla, come una goccia nel mare.
L’amore di Dio invece è tutto intero per ciascuno di noi. Si rivolge a ciascuno di noi come se fosse il solo sulla terra. Esso ci distingue, ci raggiunge nella nostra personalità concreta.
Quando Dio dice di amarci, non è un modo di dire, Egli ama ciascuno di noi indipendentemente da tutti gli altri, ama con tutto il suo cuore ciascuno di noi, un po’ come il sole brilla tutto intero per ogni singola margherita del campo. Egli ci ama come Dio solo può fare, secondo la sua natura divina, ci ama senza misura, impetuosamente, divinamente. Le sue ricchezze insondabili, le sue possibilità illimitate, tutte le sue risorse entrano in azione e così tutta la maestà del suo essere unico ed infinito. «Io ti ho amato di un amore eterno» (Ger. 31, 3).
Ciascuno di noi deve essere persuaso che la sua esistenza è più importante di quella di Sirio e della via Lattea. Il cuore e il destino nostro è per Dio il centro del mondo. Dio ama me, ma è possibile? S. Paolo così lo proclama: Egli mi ha amato ed è morto per me! Gesù Cristo è venuto per me, è morto totalmente per me. Nella storia della mia vita, che questo mi piaccia o no, poco importa, c’è qualcuno che è morto al mio posto, per me. La mia biografia comporta questo segreto, questo accidente, questo dramma. Dio ha versato il suo sangue per me e per salvarmi. La spaventosa avventura della Sua passione e della Sua morte vissuta tutta intera per me, fa parte della mia storia particolare. Essa è inscritta nella mia vita.
«Orsù, anima mia, risvegliati. Fino a quando sonnecchierai? Al di sopra del ciclo vi è un Re che desidera di possederti: ti ama con tutto il cuore, ti ama senza misura. Tanto dolcemente e tanto fedelmente ti ama, che ha lasciato il suo regno e si è umiliato per te. Per cercarti ha sofferto di essere legato come un malfattore. Ti ama tanto cordialmente e tanto fortemente, è tanto geloso di te e tante prove te ne ha date che per te volentieri ha consegnato a morte il suo corpo. Egli ti ha lavato col suo sangue; ti ha riscattato con la sua morte. E fino a quando aspetterai a riamarlo? Affrettati, dunque, a dargli una risposta.
(S. Geltrude)


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