Frammenti_cap13

Capitolo XIII

A te sollevo. gli occhi miei, che siedi in cielo.
Come gli occhi dei servi alla mano dei loro   signori,
come  gli  occhi  della  fantesca  alla  mano   della sua padrona,
così gli occhi nostri vanno al Signore, Dio nostro,
finché si muova a pietà di noi.
Pietà di noi,  o Signore,  pietà di noi…
sal.  122,  1-3

Ascolta, o Dio, il mio grido; da retta atta mia -preghiera.
Dai confini della terra T’invoco
nel mio scoraggiamento,
mi solleverai sulla roccia e mi darai la quiete;
perché Tu sei il mio rifugio, torre munita contro il nemico.
Possa io abitare per secoli nella tua tenda, rifugiato al coperto delle tue ali.
Poiché Tu, o Dio, hai ascoltati i miei voti, adempì  i desideri  di coloro che temono il tuo Nome.
sal. 60, 2-6

La nostra speranza deve avere come oggetto esclusivo Dio. Lui solo è la nostra speranza perché è Lui solo che conosce le nostre necessità e può venirci in aiuto. Speranza pura quindi, soprannaturale, che non pone la propria fiducia in mezzi umani e tangibili e non riposa in alcun fine visibile. La speranza soprannaturale è la virtù che ci strappa da tutte le cose, ma per ridarci il possesso di tutto; e i mezzi umani prendono allora il valore di un dono della divina provvidenza.
E’ a Dio quindi che rivolgerò la mia ansiosa aspettativa, a Lui che ‘è la mia rupe’, che mi fa ‘da rocca di rifugio e da riparo, ove pormi in salvo’. Porrò la mia fiducia in Dio.
La garanzia di una vera speranza è sempre data da una preghiera confidente perché, come dice S. Agostino, «la speranza e la carità pregano». La speranza si esprime così in una preghiera che «chiede con fede, senza esitare, perché chi esita è simile al flutto del mare mosso e agitato dal vento (Giac. 1, 6). Dio infatti non conosce le invocazioni delle anime esitanti, la cui fede insufficiente fa temere di non essere esaudita. La preghiera viziata dal dubbio, orientata verso Dio ma contemporaneamente preoccupata dalle diverse cose, rimane inutile. «Un tal uomo non si aspetti di ottenere qualche cosa dal Signore, se è d’animo doppio (cioè diviso tra due sentimenti), se è incostante in tutte le sue cose (e quindi sballottato da flussi che si alternano)» (Giac. 1, 7).
Ma la mia preghiera sarà la preghiera sicura e confidente del salmista ed ‘io spererò sempre’.
«Mio  Signore e mio Dio,  tutto il  mio bene è starmene unito a te e porre in te tutta la mia speranza. Abbandonata a se stessa, l’anima mia non sarebbe se non un soffio che si dilegua e non ritorna. Senza di te non posso operare il bene, né star saldo nel bene, senza di te non posso amarti, né piacerti, né evitare quel che ti dispiace. Mi rifugio, dunque, in te, mi abbandono a te, perché Tu mi sostenga col tuo vigore e non permetta giammai che io mi separi da Te».
(S.   Bernardo)


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