Frammenti_cap10

Capitolo X


I miei occhi si sono stancati di guardare in alto. Signore, sono oppresso, prendimi sotto la tua protezione.
Che dirò? Di che parlerò? se egli stesso ha fatto questo;
io ti glorificherò per tutti i miei anni, a proposito del mio male.
– Signore, è per te che vivrà il mio spirito, Tu mi guarirai e mi renderai la vita,
il mio male si cambierà in salute.
– Sei tu che noi preservata la mia anima dalla perdizione, perché hai gettati dietro le tue spalle tutti i miei peccati. Certo non ti glorificherà l’inferno, non ti loderà la morte, né quelli che scendono nella fossa spereranno nella tua fedeltà. I vivi, i vivi canteranno le tue lodi, come io oggi. Il padre farà conoscere ai figli la tua fedeltà.
Dio, vieni in nostro aiuto e noi canteremo per tutti i giorni di nostra vita nella casa del Signore.
Is. 38, 14-20

Ed anche fino alla vecchiaia, alla canizie, Signore non mi abbandonare, sinché io manifesti la tua potenza a tutte le generazioni avvenire.
sal. 70,  18

Quando i nostri occhi sono ‘stanchi di guardare in alto’ e ci sentiamo l’animo ‘oppresso’, è tempo di riconfermare la nostra speranza con il richiamare alla mente le verità e i benefici che l’amore di Dio ha operato ed opera a nostro riguardo.
Dio esiste e tutto deriva da Lui. Dio è bene, è amore, e tutto ciò che da Lui deriva è buono. Niente capita che Dio non voglia o almeno non permetta. Dio creò l’uomo con un atto di amore. «Facciamo l’uomo» ed ogni uomo è una parola di Dio. La sua sorte è ora nelle mani di Colui che lo fece, istante per istante, in un rapporto individuale. S. Agostino dice che la nostra vita consiste nell’essere «perpetuamente fatti da Dio, perpetuamente perfezionati da Dio tenendoci sempre legati a Lui».
Dio ha un piano d’amore per ciascun uomo. Egli gli assegna uno scopo di bene il cui raggiungimento diviene la sua felicità. Niente alla fine, se l’uomo vuole, può distogliere dal realizzare il piano d’amore tracciato da Dio per lui. Solo il peccato può arrestare l’uomo nel suo sviluppo e impedirgli di raggiungere lo scopo; perché per il peccato 1 uomo resta parzialmente immerso nel nulla, cade in potere della morte. Ma Dio vuole sempre il bene della creatura, anche quando la di lei volontà fallisce, allontanandosi dal Creatore.
L’uomo quindi, dalla Provvidenza Divina, al ritmo di una improvvisazione il cui segreto sfuggirà sempre, ma che non può essere che saggezza profonda e giustizia incalcolabile, viene sempre amorosamente condotto, con la sua collaborazione, al suo bene più vero e profondo.
È un andare e venire dalla disgrazia al favore, dalla morte alla vita, che rivela un piano molto preciso di salute. Tutto rinasce quaggiù da ciò che parrebbe perduto ed è l’intervento provvidente di Dio che opera questo prodigio, perché Dio ci ama.
Per questo il nostro cuore può ancora e sempre aprirsi alla speranza.

«Che la tua volontà sia il mio volere, la mia passione, il mio amore! Fa che io la cerchi, la trovi, l’adempia. Mostrami le tue vie, indicami i tuoi sentieri. O Padre, Tu hai dei disegni su di me; manifestameli chiaramente e fa che io li segua, fino ad ottenere la salvezza dell’anima mia».
(S. Tommaso)


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