Essere felici, il sogno di ogni coppia

Il sentimento naturale della tenerezza rappresenta il sentimento più alto inscritto in noi, decisivo per lo sviluppo della nostra umanità di uomini e di donne come esseri di relazione, e decisivo per la realizzazione della felicità degli sposi.
La patologia della vita di coppia comincia esattamente quando tra i due non c’è più tenerezza e subentrano quei segnali di crisi che sono la solitudine, la monotonia, la competizione, l’aggressività, il vuoto spirituale.

Non esiste un sentimento che sia paragonabile alla tenerezza, ed esso è costitutivo di ogni creatura umana, come un germe che attende solo di sbocciare, tanto vivo e naturale che al sorgere della vita rappresenta il bisogno che immediatamente sperimentiamo e di cui non possiamo fare a meno, al pari del nutrimento fisico e delle cure.
Man mano che si cresce, tuttavia, questo sentimento sembra ritrarsi nelle regioni più nascoste della persona fino ad essere sostituito da attitudini esattamente opposte come la collera, la paura e la tristezza.

Di qui la necessità di una educazione che faccia emergere la scelta della tenerezza a livello cosciente come opzione esistenziale, ricchezza di umanità e affettività matura e reciproca.
Educare alla tenerezza non è orientare a qualcosa al di fuori di sé, ma far venire alla luce (educare da exducere “condurre fuori”) un’attitudine che è già in noi, orientando a crescere verso una forma di vita che caratterizza tutto il nostro io spirituale-corporeo e il nostro essere con gli altri: il bisogno di sentirsi amati e di sentire di amare, per imparare a dire grazie con la vita.
La tenerezza si colloca in questa triplice direzione:

  • sentire di essere amati,
  • sentire di amare,
  • inchinarsi all’Infinita Tenerezza che ci dona a ogni istante a noi stessi.

“Sentire” perché non basta essere amati, bisogna saperlo, sentirlo.
La tenerezza suppone questa autoconsapevolezza.

E’ allora che il sentire si trasforma in risposta amante, che fa della dolcezza il segno distintivo della relazione di coppia e della soavità uno stile di vita.
Entrambe le attitudini, sentire di essere amati e sentire di amare rimandano al riconoscimento adorante di Dio, sorgente dell’amore e sua patria.

Lo stupore dell’amore si trasforma allora in stupore di essere, lo stupore di essere in stupore di adorare, in una circolarità senza fine.
La tenerezza vive di questa dialettica e la dispiega nel cuore della persona, connotandola di una nuova “leggerezza” di essere.
E’ così che il sentirsi amati e il sentire di amare conduce a volgere lo sguardo a Dio-Trinità-di-Amore con sconfinata riconoscenza, accogliendo il nostro esserci come un dono che da Lui deriva e a Lui riconduce.

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