Costruire

COSTRUIRE di Niccolò Fabi

Ecco una bella canzone che ci è stata cortesemente segnalata da Debora e che ci ha fatto molto piacere conoscere e commentare.
Noi cerchiamo qui canzoni d’amore e la domanda è: un testo che si intitola “Costruire” lo può essere? Assolutamente sì.
I contenuti ci sono tutti: una gioia immaginata, l’entusiasmo di un inizio e la responsabilità del dopo, di quello che accade di seguito al primo sguardo, al primo bacio, all’incontro tra due cuori che scoprono di appartenersi.

                                   Chiudi gli occhi
                                   Immagina una gioia
                                   Molto probabilmente
                                   Penseresti a una partenza

Certo che il guizzo dell’istante in cui abbiamo la consapevolezza di non essere più soli, che la nostra vita sia illuminata da un bagliore improvviso e insperato, la gioia ci pervade, non si fa troppe domande, non si preoccupa di come andrà avanti ciò che è cominciato così bene e che, al momento, non lascia dubbi sulla sua eternità.

                                   Ah, si vivesse solo di inizi
                                   Di eccitazione da prima volta
                                   Quando tutto ti sorprende e
                                   Nulla ti appartiene ancora

Quando si è molto felici il tempo non conta, anzi si confonde e a noi sembra di essere sempre stati al fianco di questa persona che ci completa, ci dà senso e sembra disposto ad accompagnarci per il resto della nostra esistenza.
Ecco una bella prova che siamo figli di Dio, fatti della Sua stessa pasta: quando siamo contenti ci sembra la cosa più naturale del mondo, lo stato che più ci confà e che se non durasse per sempre sarebbe una vera ingiustizia.
Da lì si capisce che noi siamo protesi verso la felicità.
E riguardo al tempo è la stessa storia.
Per ricordare che c’è un prima e un dopo, che le cose cambiano e a volte, dolorosamente, hanno fine, la realtà deve ricondurci coi piedi per terra perché altrimenti a noi non sembrerebbe e anzi, tutto ciò di cui godiamo lo desideriamo in eterno.
Anche per questa dimensione, che a noi umani dovrebbe essere del tutto estranea, dobbiamo fare appello alle nostre origini e pensare che Dio ha messo molto di Lui dentro di noi perché non ci fosse difficile riconoscere la nostra destinazione.

                                   Penseresti all’odore di un libro nuovo
                                   A quello di vernice fresca …
                                   Al 21 marzo al primo abbraccio
                                   A una matita tutta intera la primavera

Poi però, a un certo punto, da qualcosa che richiama la nostra attenzione su questa terra, ci rendiamo conto di non poter rimanere beatamente in estasi che la bella matita a furia di temperarla è diventata la metà, che il libro che sapeva di stampa ha qualche pagina sgualcita, che la primavera ha già lasciato il posto al calore torrido dell’estate o ai primi freddi autunnali.
E se per le cose e le stagioni non ci resta altro da fare che sopportare che si consumino e che passino, per i rapporti umani arriva il tempo di rimboccarsi le maniche e darsi da fare.

                                   Nel mezzo c’è tutto il resto
                                   E tutto il resto è giorno dopo giorno
                                   E giorno dopo giorno è
                                   Silenziosamente costruire
                                   E costruire è potere e sapere
                                   Rinunciare alla perfezione

Non perché lo slancio dell’innamoramento sia ormai tramontato, come pensano tutti i saggi benpensanti, lasciando lo spazio ad un amore più solido, anche meno coinvolgente ed entusiasmanti.
Non credete al buon senso che ridimensiona le cose.
L’innamoramento, se non è stata una sciocca infatuazione, non finisce e lo splendore che si è visto nello sguardo dell’altro, conoscendolo meglio non può che aumentare.
Ma, come ci ricorda la canzone, è arrivato il momento di costruire.
Perché la gioia aumenti e sia sempre più fondata su una relazione vera e appagante è bello e necessario metterci il nostro impegno.
Perché nessun rapporto nasce perfetto anche se all’inizio si istituisce tutto il suo valore e la sua potenzialità.
Rinunciare alla perfezione forse potremmo intenderlo come non credere di avere tutto e subito e non permettere che piccole delusioni ci impediscano di cogliere la totalità della bellezza di ciò che stiamo vivendo.
Darsi da fare e molto perché il bene conosciuto si moltiplichi e con esso la gioia, l’appartenenza, la fiducia reciproca è un altro dono che il Signore ci fa.
Perché non ci dà niente di precostituito, ma ci vuole con Lui creatori della nostra vita felice.
Ci vuole fieri di aver fatto la nostra parte, oltre che grati per avere avuto da Lui tutte le componenti necessarie al conseguimento del nostro obiettivo.

                                    Così come l’ultimo bicchiere l’ultima visione
                                   Un tramonto solitario l’inchino e poi il sipario
                                   Tra l’attesa e il suo compimento 

E allora alla fine saremo pieni di letizia, senza paura, come all’inizio.
Affidati a Dio che ci ama, come a chi ci sta a fianco, che è il Suo riverbero.

 

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