Coniugalità e storia dominante – Coniugalità e situazioni uniche

4.2.1. Coniugalità e storia dominante

 Quella che Michael White definisce storia dominante è un modo di raccontare se stessi corrispondente alla storia di sé che gli altri raccontano. Le convenzioni sociali e i modelli trasmessi dall’educazione sono il materiale di base per la costruzione di una storia dominante. L’inautenticità caratterizza questo modo di narrare se stessi che, senza arrivare alla manifestazione di sintomi, può produrre un disagio più o meno marcato.

In una relazione di coppia ciascuno dei partner si porta dietro una storia dominante, cioè un modo di narrare se stessi elaborato nella propria famiglia di origine. Questa modalità narrativa, come qualunque altra, evidenzia determinati aspetti e ne lascia in ombra altri.

Nella relazione col partner emerge un diverso criterio di selezione degli elementi ai quali attribuire significato e una diversa modalità di ricerca del significato da attribuire. La rilettura del passato è fatta dall’interno di una nuova condizione esistenziale che crea una prospettiva inedita, nella quale episodi ed esperienze emergono in una luce diversa. Questo porta a individuare le caratteristiche culturali assorbite attraverso la storia dominante, caratteristiche rispetto alle quali il soggetto matura un sentimento di distacco e di rifiuto.

Nella narrazione del proprio passato al coniuge c’è un’oggettivazione dei problemi sedimentati nel corso della propria storia. La nuova condizione esistenziale fa emergere l’aspetto parziale, limitato e limitante della narrazione precedente e crea le condizioni per poter sviluppare gli aspetti di sé rimasti allo stato potenziale. L’affermazione incondizionata della propria positività da parte del coniuge stimola il soggetto a narrare di sé quelle storie rimaste inenarrate, perché ritenute fino ad allora insignificanti se non addirittura inenarrabili.

Corrispettivamente ali’oggettivazione dei problemi c’è, dunque, un affiorare di fatti e circostanze rimasti in ombra, che lasciano intravedere aspetti inediti del proprio sé e che Michael White definisce situazioni uniche.

 4.2.2. Coniugalità e situazioni uniche

Le situazioni uniche risultano dall’attribuzione di nuovo significato a episodi e circostanze precedentemente trascurati. L’emergere di tali aspetti dell’esperienza personale, secondo White, è legato all’esteriorizzazione del problema, la cui definizione implica la necessità di descriverne i dettagli.

La relazione di coppia determina una situazione esistenziale caratterizzata da una reciproca conferma incondizionata dei partner. Questo porta a rileggere il proprio passato andando a ‘scavare nelle pieghe più recondite della propria storia per partecipare quanto più possibile all’altro il proprio mondo. C’è il progressivo venir meno di tutta una serie di censure che, limitando l’affiorare di determinati elementi della propria esperienza, ne impedivano l’interpretazione andando a inibire l’individuazione di aspetti del proprio sé.

Anche l’interpretazione di questi elementi portati alla luce è determinata dalla relazione di coppia. Percepirsi confermati incondizionatamente dall’altro nel proprio esistere porta ad avere uno sguardo positivo sulla propria esperienza e ne induce l’affermazione dell’irriducibile positività.

Visti sotto questa lente, i limiti appaiono strettamente legati alle qualità della persona e perciò superabili. Questo stretto legame è posto in luce sia dall’unitarietà della narrazione, che porta a integrare i diversi aspetti dell’esperienza nella costruzione della storia, sia dalla corrispondenza tra limiti e qualità, che emerge dall’analisi dei limiti.

Nel momento in cui si va a dettagliare la descrizione di un limite, in un dialogo a due caratterizzato da un clima di profonda e incondizionata accoglienza, si finisce per scorgere in fondo al limite la possibile conseguenza di una qualità. Una sensibilità molto accentuata, ad esempio, porta con sé anche un’accentuata vulnerabilità che può spingere ad elaborare meccanismi di difesa non sempre corretti, come il tacere determinati aspetti della propria esperienza relativamente ai quali si percepiscono attese altrui cui non si riesce a corrispondere.

Andando a scandagliare una simile fragilità, si rileva la particolare sensibilità che ne è all’origine.

Si tratta evidentemente di un’interpretazione che prende le mosse dalla connotazione positiva dell’esperienza dell’altro. L’adozione di un tale criterio ermeneutico in una relazione coniugale consente di individuare, nella storia dei limiti di ciascuno, le situazioni uniche sulle quali fare leva per costruire una storia nuova.

La rilettura coniugale dell’esperienza nell’attribuire al passato un significato nuovo si proietta verso un futuro da ri progettare insieme, dando luogo a una riscrittura condivisa dell’intera esistenza.

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