Come un pittore

COME UN PITTORE dei Modà feat. Jarabedepalo

                                   Guarda… Senza parlare.

Siamo o non siamo nell’era dell’immagine? Eppure non si riesce a fare a meno di scrivere, anche quando si decide di fingersi pittori ed usare altri mezzi espressivi per far capire quello che abbiamo dentro.

L’amore va contemplato, si direbbe, e tante parole tagliate via. Lo dice uno che canta, che non lascia certo al silenzio il compito di farci capire il suo pensiero.

Ma la musica, quando è bella, non rompe il silenzio, lo completa, lo rende gravido di attesa fino a far esplodere un canto.

Dunque affidiamoci ancora una volta alle parole di un poeta (chiunque voglia comporre una canzone deve esserlo un po’) e ascoltiamo quello che ci vuole dire.

                                   Difficile trovar parole molto serie

                                   Tenterò di disegnare ….

                                   Come un pittore

                                   Farò in modo di arrivare dritto al cuore

                                  Con la forza del colore

Il tempo delle canzoni-proclami pare che sia finito, anche se non per tutti, (qualche cantautore storico resiste), e i giovani per parlare ad altri giovani preferiscono usare frasi orecchiabili e di facile assimilazione.

Niente di più semplice quindi in questo caso della scelta di immagini piene di colori e di emozione, con l’unico scopo di arrivare all’anima della gente, per suscitare in essa lo slancio esaltante e forte dell’amore.

                                   Azzurro come te,

                                  come il cielo e il mare

                                  E giallo come luce del sole.

                                  Disegno l’erba verde come la speranza

                                  E adesso un po’ di blu

                                  Come la notte

                                  E bianco come le sue stelle

                                 Con le sfumature gialle

La natura ci sta intorno discreta e potente, come un cielo azzurro o stellato, un mare calmo ed immenso, un sole caldo e creativo, opposto alle luci della notte pallide eppure brillanti, cornice meravigliosa per la nostra vita che a volte può sembrarci un po’ scialba e banale, mentre Dio l’ha riconosciuta meritevole di tanto splendore circostante.

Basterebbe guardare come è verde l’erba di certi prati, su cui potremmo fermarci a riposare o a fare qualche pazza capriola…

                                   Rosso come le

                                  Cose che mi fai … provare

Ma tra tutti i colori che questa canzone elenca, uno soprattutto risalta perché, più degli altri, ci trascina e scatena in noi sensazioni profonde. Il rosso è il colore del sangue, della forza, anche della rabbia, comunque del coinvolgimento affettivo.

E’ un colore che non può lasciarci spettatori e infatti è il colore della passione (un bel mazzo di rose rosse) amorosa.

Che i sentimenti che l’altro, il nostro partner, ci faccia provare siano sempre positivi e sempre coincidenti con le nostre aspettative o con le nostre esigenze del momento non lo si può dire, ma certo, se è colui (o colei) che ci ama e che amiamo, non susciterà in noi delle emozioni grigiastre.

Rosso vivo, fuoco d’amore, forza inarrestabile e Dio voglia che sia una forza di bene.

Perché anche Dio non è grigio, anche lui è un Tipo passionale.

                                   Per le tempeste non ho colore

                                   Con quel che resta disegno un fiore

Quando la coppia naviga in acque tempestose non è vero che non ci sono colori, ma sono tinte fosche e forse il nostro autore non ha voluto rattristarci cantandone le tonalità.

E’ una canzone allegra, positiva, non vuole soffermarsi sui problemi che pur è così evidente che ci sono.

Ma un fiore, un piccolo segno di grazia e di dolcezza basterà a tenerle lontane (a volte basta così poco per arginare un litigio, per cambiare un clima familiare, per trovare il bello e il buono dove sembra che ci sia solo depressione e amarezza).

Mettiamo un fiore ai piedi di ogni dolore, come un omaggio all’amore che ci unisce, nonostante tutto e vedrete che, come per incanto, anche i marosi più spaventosi torneranno tranquilli e le onde, che un attimo prima sembravano capaci di rovesciare ogni cosa, ci bagneranno soltanto un po’ i piedi facendoci il solletico.

                                   Ora che è estate, ora che è amore …

Se l’amore c’è ci scalderà anche d’inverno e i suoi colori splenderanno anche nella nebbia dei giorni meno felici.

Intanto però questa canzone ci canta un amore senza ombre e noi le siamo grati, in mezzo a tanti profeti di sventura.

Vogliamo tornare bambini (cosa che ci viene tanto utile anche per entrare nel Regno dei Cieli) e soffermarci a giocare con i colori che il buon Dio ci ha regalato. Solo per farci stupire, quando abbiamo il buon senso di riuscire a guardarli con occhi incantati.

 

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