Ci fu un vento impetuoso

Si levò, improvviso, nel giardino, un turbine di vento.
Prima il cielo era tutto sereno, le foglie nuove degli alberi ferme, come fossero dipinte, le erbe e i fiori primaverili calmi, nel prato, in una tranquilla sinfonia di colori e di profumi, ma, con l’apparire di una grossa nuvola grigia, tutto fu sconvolto in breve da una forza invisibile e potente.
L’aria si fece scura e, sotto la sferza del vento, i rami si agitarono come impazziti mentre le erbe si chinavano come per difendersi al suo passaggio.
Lei si guardava intorno sgomenta.
“Non devi aver paura!”
Le sussurrò lui alle sue spalle.
“Questo vento non è per distruggere, ma per dare la vita e fecondare la terra.
Proprio come fa lo Spirito, che dà la vita anche quando sconvolge la nostra cara quotidianità.
Che cosa faremmo noi se tutto fosse immobile?
La vita è movimento e non è detto che sia sempre come piacerebbe a noi…
Attenta!”
Un ramo secco cadde con fragore ai loro piedi e la fece sussultare.
“Vedi? Così, spesso, la natura provvede a potare le piante e a pulire il terreno.
Il vento soffia sulle foglie secche dell’autunno e le fa volare lontano per fare spazio alle erbe nuove.
Questo ci insegna tante cose, se vogliamo fare attenzione.
Ci insegna a liberarci senza esitazione da tutto quello che può essere di impedimento a crescere e a rinnovarci, insomma ci insegna il distacco…So che non è il tuo forte, spesso può essere doloroso e spaventarci come l’urlo del vento, ma, una volta di più, ci vuole forza e fiducia in ciò che provvidenzialmente accade dentro e fuori di noi.
L’ascetica non è più di moda, ma è fondamentale per aiutarci a maturare, anche se può farci soffrire.”
“Io conosco una funzione del vento più simpatica” Intervenne lei propensa a cambiare argomento.
“So che il vento trasporta i pollini e i semi diffondendo la vita nella sua forma inìziale e li sparge sul mondo.
Ricordo il divertimento dei bambini alla ricerca dei “soffioni”, di quelle leggere sfere di semi da disperdere nell’aria con un soffio, e lo spettacolo della discesa a spirale dei semi del tiglio a guisa di piccoli elicotteri in volo.
Non è avara la natura a diffondere la vita, anzi lo fa con una sovrabbondanza che stupisce la nostra piccola mente!”
“La semina è abbondante, la raccolta dipende spesso da noi”aggiunse lui “Il vento è immagine dello Spirito che passa sul creato fortiter et suaviter e lo trasforma da caos in cosmos, abitato e animato da Dio.
Dio, sostegno del mondo, Dio, che per mezzo degli elementi, dà “sustentamento” alle sue creature!
Pensava a questo Francesco quando, nel suo cantico-preghiera, lodava frate vento e “l’aere et nubilo et sereno et omne tempo per lo quale alle tue creature dai sostentamento!”
Certo, a noi piace il sereno piuttosto che le nuvole, ma ogni tempo è necessario; bello è pensare che c’è un Padre che ci sostiene e ci nutre e, con noi, tutto il creato.
Bello è il vento, che accarezza le alte erbe dei prati e le fa ondeggiare, come le onde del mare, che sposta le dune nel deserto e sostiene le ali degli uccelli migratori…
Che cosa c’è di più forte e più delicato?
Sradica gli alberi e diffonde i richiami profumati per le api e le farfalle, urla e mormora, penetra e avvolge, arriva all’improvviso e non si sa da dove venga e dove vada…”
E, in quel momento un improvviso colpo di vento sollevò sulle sue ali la coppia che, abbracciata e leggera, come in un dipinto di Chagall, si trovò a volare su strani paesaggi.
Sotto di loro passavano in rapida successione la scene e i momenti più importanti della loro vita: si rividero bambini stupiti, poi adolescenti inquieti, poi giovani impegnati e adulti senza riposo.
Si videro anziani fermi e pensierosi…
Intorno a loro sembrava che anche a natura cambiasse aspetto e si trasformasse di volta in volta da una magica foresta tutta da esplorare in un giardino ben coltivato e poi in un luogo ricco di frutti, pendenti da alberi rigogliosi, abitati da uccelli canori, che poi scomparivano, lasciando solo dei rami spogli e secchi, disegnati sullo sfondo di un cielo sempre più luminoso.
“Che cosa significa tutto questo?”
Chiese lei, stringendosi più forte a lui, mentre il vento si era quietato, mutandosi in una brezza leggera come una carezza.
“Significa” rispose “che noi, come tutto l’universo, siamo abitati dal soffio di Dio, che ci anima e ci guida.
La nostra storia è una manifestazione del suo Spirito, che noi viviamo spesso senza rendercene pienamente conto, ma le cose future, che ancora ci aspettano non le conosciamo se non come promessa, e Dio è fedele nelle sue promesse.
Significa che il nostro passaggio sulla terra, al di là delle apparenze, è sempre un percorso pedagogico, che ci trasforma da umani in divini e ci prepara a rivelazioni ed esperienze superiori.
Significa che dobbiamo rimanere come bambini pronti a partecipare con gioia e stupore al gioco nuovo che ogni giorno lo Spirito ci propone, rompendo ogni nostro schema precostituito, come liberi figli di Dio.”

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