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Convivere per conoscersi meglio

Il considerare la convivenza come un antidoto alla separazione e al divorzio, negli anni Ottanta era diventata una costante in congressi, convegni, incontri tra esperti.
Io ho sempre ritenuto che le affermazioni di questo tipo fossero prettamente ideologiche, perché affermavano a priori con sicurezza che: se convivrete vi conoscerete e vi accetterete; tra voi troverete un buon equilibrio, altrimenti vi lascerete; il superamento di questa prova sarà di garanzia alla riuscita della vostra unione matrimoniale.
Ciò era in contrasto con il dato di realtà. Già allora si sapeva dalle ricerche su convivenza e matrimonio che in altri Paesi europei l’8o% delle coppie che avevano convissuto e che si erano sposate erano già separate dopo tre dal matrimonio. Agli ideologi della convivenza prematrimoniale, quale prova e garanzia della continuità della relazione, non veniva in mente che certe affermazioni categoriche sono soggette a molteplici e sottili fattori psicologici, che fanno fallire le unioni anche dopo anni di prova.
Non si curavano di cercare le cause del fallimento benché avessero i dati a portata di mano. Peggio per chi si separava, l’importante era che l’impianto teorico ideologico avesse una sua logica interna e come tale non fosse scalfito. È questa la situazione di tutte le ideologie che, come tali, si vogliono imporre con affermazioni in contrasto con il dato di realtà e con il buon senso. Anche oggi le ideologie abbondano.

Sposarsi o convivere oggi

Gilberto Gobbi
Sposarsi o convivere oggi
Le radici, le ragioni, gli orizzonti di una scelta
Ed. Fede & Cultura, 2015, Verona

Questo libro analizza il problema della formazione della coppia, nel matrimonio e nella convivenza.
Sempre più ci sono motivazioni (consce e inconsce) che spingono a considerare il matrimonio come un
Ideale utopico e la convivenza come l’unico possibile rimedio alle difficoltà di vivere insieme.
L’autore analizza il clima culturale che ha favorito questa deriva e le sue conseguenze psicologiche: anche in questo momento storico di sconvolgimento antropologico, il valore del matrimonio e della famiglia risponde alle esigenze profonde della persona e di una società a misura d’uomo.
Il matrimonio, vissuto come sacramento, permette infatti di collocarsi in un orizzonte in cui vi è sempre un raggio di luce a rischiarare il cammino della coppia: Dio è presente e si è in tre a camminare.

E’ disponibile un estratto del libro al seguente collegamento:

Convivere per conoscersi meglio

Indice del libro

INTRODUZIONE

PARTE PRIMA
FIN CHE LA BARCA VA LE RADICI, LE RAGIONI, GLI ORIZZONTI DELLA SCELTA DI CONVIVERE
1 - Sposarsi o convivere - Un'indagine a partire dai forum di discussione su internet
Perché ti sposi?
Il senso del matrimonio e della convivenza in internet 
Matrimonio o convivenza
Convivere per conoscersi meglio
La scelta della convivenza
Sposarsi per razionalità?
Disponibilità al matrimonio-sacramento
2 - Una storia: convivere a settembre
Alcune brevi considerazioni
3 - La convivenza
Società complessa e crisi della famiglia
Negazione delle radici
La rivoluzione sessuale
Il rapporto tra pubblico e privato
La famiglia e la crisi del matrimonio
La trasformazione delle relazioni familiari
Tipologia della convivenza
La convivenza prematrimoniale
Convivenza come alternativa al matrimonio
Aspetti critici della convivenza
Ricadute sul matrimonio
Interrogativo
La scelta della convivenza
Aspetti psicologici della convivenza
L'alone socioculturale
Alcune brevi considerazioni

PARTE SECONDA
UNA PROMESSA PER LA VITA LE RADICI, LE RAGIONI, GLI ORIZZONTI DELLA SCELTA DI SPOSARSI
1 - La scelta del coniuge
Una relazione volontaria
Una relazione durevole
Una relazione orientata
Una relazione esclusiva
La scelta-decisione
Le tre dimensioni dell'amore coniugale
L'intimità psicologica
L'impegno nella coppia
La passione
2 - Significato e valore della differenza nella coppia
Premessa
Dare e prendere
Scoprire la differenza
La differenza
Innamoramento e conoscenza
Attese e miti nella coppia
Le caratteristiche personali che danno fastidio nella coppia
La scarsa autostima
La disfunzionalità della coppia simbiotica
Modalità relazionali della coppia simbiotica
La sindrome dell'altalena
Aree della vita di coppia a rischio di disaccordo
Il denaro
La sessualità
Il cibo
Il divertimento
Il lavoro
L'educazione dei figli
La famiglia d'origine
La diversità culturale e ambientale
3 - Poi tutto cambierà

PARTE TERZA
IL BIVIO DEL CONFLITTO 
I CONFLITTI DELLA COPPIA COME OSTACOLO O RISERVA PER L'AMORE
I conflitti nella coppia
Premessa
Processi consci e inconsci
La coppia sana
Ansietà e paure
Fattori dello sviluppo psicoaffettivo
Individuazione e coesione nella coppia
Problematiche irrisolte sulla linea dell'individualizzazione 
Frustrazioni coniugali
Conflitti sulla linea della coesione
Blocco a livello narcisistico
La strumentalizzazione
Resistenze alla soluzione del conflitto
Tipo di resistenze di fronte ai conflitti

APPENDICE
UNA SCELTA DI FEDE LA DECISIONE DI SPOSARSI IN CHIESA

CONCLUSIONE
MANO NELLA MANO

La vocazione della famiglia

« L’esempio di Gesù è paradigmatìco per la Chiesa. […] Egli ha inaugurato la sua vita pubblica con il segno di Cana, compiuto ad un banchetto di nozze (cfr. Gv 2,1-11). […] Ha condiviso momenti quotidiani di amicizia con la famiglia di Lazzaro e le sue sorelle (cfr. Le 10,38) e con la famiglia di Pietro (cfr. Mt 8,14). Ha ascoltato il pianto dei genitori per i loro figli, restituendoli alla vita (cfr. Me 5,41; Le 7,14-15) e manifestando così il vero significato della misericordia, la quale implica il ristabilimento dell’Alleanza (cfr. Giovanni Paolo II, Dives in misericordia, 4). Ciò appare chiaramente negli incontri con la donna samaritana (cfr. Gv 4,1-30) e con l’adultera (cfr. Gv 8,1-11), nei quali la percezione del peccato si desta davanti all’amore gratuito di Gesù ».

L’incarnazione del Verbo in una famiglia umana, a Nazaret, commuove con la sua novità la storia del mondo. Abbiamo bisogno di immergerci nel mistero della nascita di Gesù, nel sì di Maria all’annuncio dell’angelo, quando venne concepita la Parola nel suo seno; anche nel sì di Giuseppe, che ha dato il nome a Gesù e si fece carico di Maria; nella festa dei pastori al presepe; nell’adorazione dei Magi; nella fuga in Egitto, in cui Gesù partecipa al dolore del suo popolo esilia¬to, perseguitato e umiliato; nella religiosa attesa di Zaccaria e nella gioia che accompagna la nascita di Giovanni Battista; nella promessa compiuta per Simeone e Anna nel tempio; nell’ammirazione dei dottori della legge mentre ascoltano la saggezza di Gesù adolescente. E quindi penetrare nei trenta lunghi anni nei quali Gesù si guadagnò il pane lavorando con le sue mani, sussurrando le orazioni e la tradizione credente del suo popolo ed educandosi nella fede dei suoi padri, fino a farla fruttificare nel mistero del Regno. Questo è il mistero del Natale e il segreto di Nazaret, pieno di profumo di famiglia! È il mistero che tanto ha affascinato Francesco di Assisi, Teresa di Gesù Bambino e Charles de Foucauld, e al quale si dissetano anche le famiglie cristiane per rinnovare la loro speranza e la loro gioia.

« L’alleanza di amore e fedeltà, di cui vive la Santa Famiglia di Nazaret, illumina il principio che da forma ad ogni famiglia, e la rende capace di affrontare meglio le vicissitudini della vita e della storia. Su questo fondamento, ogni famiglia, pur nella sua debolezza, può diventare una luce nel buio del mondo. “Qui comprendiamo il modo di vivere in famiglia, Nazaret ci ricordi che cos’è la famiglia, cos’è la comunione di amore, la sua bellezza austera e semplice, il suo carattere sacro e inviolabile; ci faccia vedere come è dolce ed insostituibile l’educazione in famiglia, ci insegni la sua funzione naturale nell’ordine sociale” (Paolo VI, Discorso a Nazaret, 5 gennaio 1964) ».

Amoris laetitia – Esortazione apostolica postsinodale sull’amore nella famiglia

Amoris laetitia
Esortazione apostolica postsinodale sull’amore nella famiglia
Ed. Paoline, 2016, Milano

La gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della Chiesa.
Come hanno indicato i Padri sinodali, malgrado i numerosi segni di crisi del matrimonio, “il desiderio di famiglia resta vivo, in specie tra i giovani, e motiva la Chiesa”.
Come risposta a questa aspirazione “l’annuncio cristiano che riguarda la famiglia è davvero una buona notizia”.

E’ disponibile un estratto del libro al seguente collegamento:

La vocazione della famiglia

Indice del libro

Le gioie dell’amore

Capitolo I
Alla luce della praola

Capitolo II
La realtà e le sfide delle famiglie

Capitolo III
Lo sguardo rivolto a Gesù: la vocazione della famiglia

Capitolo IV
L’amore nel matrimonio

Capitolo V
L’amore che diventa fecondo

Capitolo VI
Alcune prospettive pastorali

Capitolo VII
Rafforzare l’educazione dei figli

Capitolo VIII
Accompagnare, discernere e integrare la fragilità

Capitolo IX

Viaggio nella tenerezza nuziale

Carlo Rocchetta
Viaggio nella tenerezza nuziale
Edizioni Dehoniane Bologna, 2014, Bologna

Questo volume si propone di elaborare una spiritualità della tenerezza nuziale in grado di aiutare gli sposi a divenire sempre più consapevoli del mistero unico che sono invitati a vivere e offre indicazioni affinchè essi possano crescere nella dimensione della affettività, cioè di una tenerezza che è reciprocità, accoglienza e condivisione.
Al termine di ogni capitolo, una serie di “schemi” consente di concretizzare i contenuti impostando una personalizzazione degli argomenti.

E’ disponibile un estratto del libro al seguente collegamento:

Essere felici, il sogno di ogni coppia

Indice del libro

I Divenire sposi oggi: un’impresa complessa
II Fragilità della coppia e tenerezza di Dio
III Alla ricerca della maturità affettiva
IV La tenerezza anima della relazione nuziale
V La tenerezza progetto di vita nuziale
VI Il linguaggio della tenerezza
VII Tenerezza ed eros
VIII Gli sposi sacramento della divina tenerezza
IX Fecondità nuziale e dono dei figli
X La tenerezza benedicente di Dio sugli sposi

Essere felici, il sogno di ogni coppia

Il sentimento naturale della tenerezza rappresenta il sentimento più alto inscritto in noi, decisivo per lo sviluppo della nostra umanità di uomini e di donne come esseri di relazione, e decisivo per la realizzazione della felicità degli sposi.
La patologia della vita di coppia comincia esattamente quando tra i due non c’è più tenerezza e subentrano quei segnali di crisi che sono la solitudine, la monotonia, la competizione, l’aggressività, il vuoto spirituale.

Non esiste un sentimento che sia paragonabile alla tenerezza, ed esso è costitutivo di ogni creatura umana, come un germe che attende solo di sbocciare, tanto vivo e naturale che al sorgere della vita rappresenta il bisogno che immediatamente sperimentiamo e di cui non possiamo fare a meno, al pari del nutrimento fisico e delle cure.
Man mano che si cresce, tuttavia, questo sentimento sembra ritrarsi nelle regioni più nascoste della persona fino ad essere sostituito da attitudini esattamente opposte come la collera, la paura e la tristezza.

Di qui la necessità di una educazione che faccia emergere la scelta della tenerezza a livello cosciente come opzione esistenziale, ricchezza di umanità e affettività matura e reciproca.
Educare alla tenerezza non è orientare a qualcosa al di fuori di sé, ma far venire alla luce (educare da exducere “condurre fuori”) un’attitudine che è già in noi, orientando a crescere verso una forma di vita che caratterizza tutto il nostro io spirituale-corporeo e il nostro essere con gli altri: il bisogno di sentirsi amati e di sentire di amare, per imparare a dire grazie con la vita.
La tenerezza si colloca in questa triplice direzione:

  • sentire di essere amati,
  • sentire di amare,
  • inchinarsi all’Infinita Tenerezza che ci dona a ogni istante a noi stessi.

“Sentire” perché non basta essere amati, bisogna saperlo, sentirlo.
La tenerezza suppone questa autoconsapevolezza.

E’ allora che il sentire si trasforma in risposta amante, che fa della dolcezza il segno distintivo della relazione di coppia e della soavità uno stile di vita.
Entrambe le attitudini, sentire di essere amati e sentire di amare rimandano al riconoscimento adorante di Dio, sorgente dell’amore e sua patria.

Lo stupore dell’amore si trasforma allora in stupore di essere, lo stupore di essere in stupore di adorare, in una circolarità senza fine.
La tenerezza vive di questa dialettica e la dispiega nel cuore della persona, connotandola di una nuova “leggerezza” di essere.
E’ così che il sentirsi amati e il sentire di amare conduce a volgere lo sguardo a Dio-Trinità-di-Amore con sconfinata riconoscenza, accogliendo il nostro esserci come un dono che da Lui deriva e a Lui riconduce.

La coppia umana

“Ciò che ora dobbiamo cercare di chiarire, perché costituisce il punto nodale di tutta la questione che abbiamo posto fin dall’inizio, è come l’uomo possa, tramite la sua struttura sessuale, realizzare quella relazionalità che lo costituisce nella sua natura in modo corrispondente a quella di Dio e che da Dio è stata creata appositamente perché l’uomo potesse essere e vivere a sua immagine e somiglianza.
La prima precisazione che va fatta è che il sesso dell’uomo come appartiene al corpo, è un tutt’uno con il corpo, così che, per la persona umana, ha lo stesso valore e significato della sua corporeità.
E’ il corpo infatti che fa essere il soggetto, la persona, in quanto è la condizione del suo esistere e del suo vivere.
Senza la struttura corporea il soggetto umano non solo non si pone in essere, ma non potrebbe neppure esprimersi ed agire.
Parafrasando il detto di G. Marcel, possiamo dire che l’uomo come non ha un corpo, ma è per il suo corpo, è il suo corpo, così non ha un sesso, ma è per il suo sesso che lo connota e lo contraddistingue e, in ultima analisi, è il suo sesso.
D’altronde poiché il corpo è tutto sessuato, dire corpo è come dire sesso, e di conseguenza tutto l’agire corporeo è da ritenere un agire sessuale nel senso che è sempre connotato da una inalienabile componente sessuale anche quando l’agire non ha come scopo specifico un intento, una progettualità sessuale.
Il corpo è, per questo stato di fatto, il significante della persona che non può mai essere considerata avulsa dalla sua identità di genere sessuale, è cioè l’elemento cardine che lo costituisce come soggetto, lo rappresenta e gli permette di porsi come essere di relazione in rapporto al suo mondo circostante.
In modo del tutto particolare è il significante della relazione all’altro a lui sessualmente distinto, corrispondente e complementare.
La relazione umana, specie quella interpersonale, avviene così sempre tramite la corporeità, la sessualità, che è strutturata appositamente in modo tale da essere idonea alla correlazione dei due poli sessuati ed è capace di realizzare la relazione nella dimensione di una tale integrazione da portare, per essa, alla compiutezza e alla totalità l’essere umano.”

Itinerari di Gabriele Bonomi

Gabriele Bonomi
Itinerari di Gabriele Bonomi
Bonomi Editore, 2015, Pavia

Il breve cammino dell’uomo si svolge in mezzo al mistero, ma è un mistero che affascina perché ha sullo sfondo la presenza di un Padre buono che è garante della sua creazione.

“Dio vide quanto aveva fatto ed ecco era cosa molto buona.”

In questo orizzonte, con questa consapevolezza, si muove tutta la ricerca di Gabriele Bonomi, il quale si è assunto il compito di studiare, amare, insegnare la verità che sta dietro ai fenomeni nel campo medico e sessuologico, di sua competenza, ricondotti al loro autentico significato di manifestazione del divino.

E’ disponibile un estratto del libro al seguente collegamento:

La coppia umana

Indice del libro

Prefazione

Primo Itinerario – La preghiera

Secondo itinerario – La coppia umana

Terzo itinerario – I metodi naturali Per una coniugalità responsabile

Quarto itinerario – teologia del piacere nella vita di coppia

Postfazione

L’amore dell’altro

B. B. – «L’amore dell’altro» non evita di viverci come stranieri, come diversi, ma al contrario ce lo consente?
J. K. – Straniera, diversa? Sin da subito ho appreso che anche la mia condotta amorosa doveva essere quella che si usa in tempi di guerra. Più tardi avrei scoperto che anche la «mia» santa, Teresa d’Avila, pensava la stessa cosa. «Non sono d’accordo con te»: che si tratti della Cina, alla quale Philippe si accosta alla luce della sua immensa memoria culturale in grado persino di trasformare le costrizioni della finanza mondiale e della burocrazia confuciana; o che si tratti dell’umanesimo, del quale si beffa considerandolo un pensiero debole e ironizzando sulla mia idea di rifondarlo per mezzo della trasvalutazione delle eredità religiose…, potete immaginare le ire che suscitano in noi incontri di pugilato come questi, che solo in apparenza so: astratti… ire che non risparmiano litigi sulle nostre frequentazioni, sulle elezioni, sui vip ecc. ecc. Per fortuna, le contrapposizioni nette finiscono per armonizzarsi senza mai appianarsi.
Perché l’amore nella durata, di cui io parlo, sarebbe in fin dei conti una continuazione della guerra dei sessi con altri mezzi: reciprocità, relazione, affetto, desiderio… E qui trova il suo posto il perdono, che non è la cancellazione delle ostilità-aggressività-odi, ma corrisponde alle loro «interpretazioni» – se posso adottare il termine «psi» – che, nel quotidiano, prendono la forma del chiarimento: ricordo di quali sono gli antecedenti, comprensione dei limiti, tatto, risa e… silenzio!
Vi parlo di un amore che comprende la traversata dell’impossibile: né il diniego né l’accettazione. La parola «silenzio» mi sembra adatta a questa dimensione dell’alchimia amorosa.
E, se non possiamo sopportare questo silenzio, se non possiamo sentirlo – visto che non si tratta di sopportarlo ma di sentirlo, di accompagnarlo, persino di vederlo…
B. B. – Di non averne paura…
J. K. – Di non averne paura, proprio così. Se non esiste questo accordo del silenzio, non accade niente.
Ecco, accordare il silenzio: è questo il segreto della composizione.

Del Matrimonio considerato come un’arte

Julia Kristeva e Philippe Sollers
Del Matrimonio considerato come un’arte
Donzelli Editore, 2015, Roma

Non vi è in questa riflessione a due l’illusione che il matrimonio nasca da una fusione assoluta e perfetta, in sé compiuta; vi è piuttosto la lucida consapevolezza che vivere il matrimonio come un’arte equivale a provare, di giorno in giorno, faticosamente, ad accostarsi ad esso con tutta la sapiente accortezza che un’arte appunto richiede.
Accettando che ogni svolta sul proprio cammino sia un ricominciare sempre daccapo; lasciando che il proprio io muoia per lasciar essere l’altro, perché ciascuno dei due sa che è proprio “questo legame sovrano che mi fa essere là dove io devo stare”.

E’ disponibile un estratto del libro al seguente collegamento:

L’amore dell’altro

Indice del libro

Avventura

Premessa di Philippe Sollers

Armonizzare le estraneità

Premessa di Julia Kristeva

I Complicità, risa, ferite

II L’esperienza interiore controcorrente

III Infanzia e giovinezza di uno scrittore francese

IV L’amore dell’altro