Bambini

“Hai visto?”
Disse lei felice non appena si accorse che lui la stava ascoltando.
“E’ nato un bambino nuovo e porta il tuo nome!”
Da che cosa capiva che poteva incominciare ad intrecciare un dialogo con lui?
Dal silenzio che le si faceva improvvisamente intorno, quando le voci diventavano sfocate per lasciare spazio a parole più vere, dalla risonanza profonda, che uscivano dall’anima.
Allora poteva sentirsi in comunione con quel mondo misterioso eppure realissimo a cui lui già apparteneva.
“Hai visto il bambino?  Hai visto i suoi occhi?
E’ nato da poco ma sembra già che si guardi intorno, osservando tutte le cose, che comunque gli piacciono, perché spesso sorride.”
Anche lui sorrideva compiaciuto.
“Ho visto! Spero di poterlo proteggere e che il suo angelo custode non ne sia geloso!
La forza e l’inventiva di Dio sono veramente grandi!
Noi, dal cielo, vediamo queste creature nuove, che Lui non si stanca di mandare sulla terra e facciamo festa!
Sappiamo che ciascuno di loro rappresenta un Suo pensiero, un Suo progetto e porta con sé tutti i doni che gli permetterà di realizzarli…è chiaro che noi facciamo il tifo per lui!
Vediamo quanto amore e quanta speranza li accompagna, per questo i bambini spesso sorridono e ci fanno sorridere guardandoli.
E’ bello soffermarsi a indovinare le possibilità che li accompagnano, hai presente la parabola dei talenti?
Ogni bambino che nasce ha il suo rifornimento di talenti  che sono molti di più di quanto comunemente si crede, e noi, in cielo, scommettiamo sulla loro realizzazione.
Qualcuno si perde per la strada nel lungo cammino che devono percorrere sulla terra, ma altri hanno uno sviluppo straordinario!
Si manifesta spesso la grande “giustizia” di Dio, che non fa accettazione di persone.
E’ sorprendente vedere come i poveri, in tanti casi, diano dei punti ai ricchi e raggiungano risultati inaspettati
Nelle storie dei santi questo è particolarmente evidente: si vedono bambini che si potrebbero dire sfortunati, perché hanno perso precocemente i genitori, perché sono cresciuti in situazioni difficili dal punto di vista fisico e sociale, ma poi, presi per mano da Dio, sono diventati uomini capaci di vivere e diffondere splendidamente il suo amore.
E’ il mistero della Grazia di Dio e della libertà dell’uomo.
Proviamo a giocare un po’ con quei mattoncini che formano la struttura spirituale del DNA di ogni uomo.
C’è la volontà di vivere?
Questa è essenziale e si manifesta subito.
Se il nostro bambino, a poco tempo dalla nascita, si guarda attorno con interesse, checché ne dicano gli esperti, vuol dire che sta creando un bel rapporto con la vita che lo aspetta.
E questo serve a tutti e a tutte le età: siamo responsabili del modo in cui guardiamo le cose.
Se i nostri occhi non sono limpidi, se non sono attenti e bene aperti, tutto il mondo ne risulta offuscato e viene messo in questione, ma se tu cerchi di mettere chiarezza nel tuo sguardo e di osservare le cose senza filtrarle attraverso i tuoi pregiudizi, spesso negativi, allora puoi imparare da loro l’amore e la bellezza di Dio.
Il distacco dal mondo vuol dire anche prenderne le distanze quanto basta per poterlo vedere meglio nella sua giusta luce e non guardarlo di traverso, come un insieme di tentazioni da evitare.
Per fortuna un bambino nuovo che entra nel mondo ci entra come un visitatore curioso ed attento, desideroso di imparare, per questo i suoi occhi sono così puri e commoventi, belli da vedere e pieni di insegnamenti anche per noi adulti!”
Lei era molto contenta di sentire tutti questi apprezzamenti verso il bambino che le stava a cuore e conveniva volentieri a tale discorso ma voleva aggiungere, anche lei, qualche cosa.
“Sai?” disse “Io ho notato un’altra cosa bella: sia che lo tieni tra le braccia, sia che lo sistemi nel suo lettino, sia che lo disponga per la sua poppata, lui si comporta in un modo che definirei dinamico e duttile insieme.
Anche qui mi sembra che ci insegni qualche cosa: prima di tutto si fida, si lascia “muovere” da chi è più grande e forte di lui, e poi collabora di buon grado trovando una sistemazione soddisfacente per sé e per gli altri.
Così è tutto più facile, dovremmo fare così in ogni occasione di cambiamento che venga ad interrompere le nostre care abitudini.
E’ bello pensare che chi ci muove sono le mani del Padre e un Padre come il nostro non ci lascerà mai cadere, non disturberà la nostra pigrizia se non per aprirci a situazioni nuove a cui ci dobbiamo adattare nel modo migliore, in vista di equilibri superiori che ci aspettano e che Lui solo conosce.
Se non diventerete come bambini…
Ancora una cosa: ho sempre pensato che in paradiso si potesse sentire la mancanza dei bambini, dal momento che in cielo si dovrebbe raggiungere la piena maturità, ma ora credo che il bambino che è in noi troverà lì la sua espansone migliore e potrà rivelarsi in tutta la freschezza della sua novità in un ambiente fatto totalmente sulla sua misura.
Del resto nella tenerezza della vita coniugale c’è già un anticipo di tutto questo.
Nell’intimità di ogni coppia i due hanno la gioia di potersi comportare gli uni verso gli altri come bambini, liberi da ogni impaccio che li condizioni.
Ogni coppia di innamorati sa come l’altro diventi tra le sue braccia un bambino felice!
E questa è una grazia, un dono particolare dell’amore, spesso nascosta agli occhi degli estranei a cui dobbiamo guardare con riverenza e rispetto perché ci introduce alla tenerezza di Dio!”
Adesso lui e lei si sentivano ancora più uniti e si guardavano sorridendo: stavano sperimentando una volta di più la tenerezza di Dio nella dolce commozione dell’essere nonni!

 

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